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Sherlock Holmes e il caso del triangolo rovesciato
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Sherlock Holmes e il caso del triangolo rovesciato

"Lei, Watson, saprà cosa è l'insulino-resistenza"
Per me la cosa tanto chiara non era, e lo diedi a vedere.
«Lei Watson saprà certamente che cosa è l'insulino-resistenza!» mi interrogò Holmes, che smarriva a volte la sua cortesia.
Si trattava di una domanda da secondo anno di Medicina e, punto sul vivo, risposi.
«Certo! é il fenomeno che caratterizza alcuni casi di diabete non insulino-dipendente.
In questi casi la quantità di insulina secreta dal pancreas è superiore al normale, ma nonostante questo non ottiene l'effetto desiderato».
Holmes sembrava soddisfatto della mia risposta, e riuscii a fare io per una volta un collegamento...
«Quindi per la leptina potrebbe accadere la stessa cosa: evidentemente l'obeso diventa progressivamente "sordo" ai messaggi che la leptina invia al cervello».
Per una volta avevo colto nel segno.
Ma il mio amico giò volava verso un altro orizzonte.

Il curioso caso dei topi dal pelo striato
«Probabilmente la leptina agisce sul cervello in maniera indiretta aumentando o diminuendo la concentrazione nel sangue di una seconda sostanza la quale opera come 'messaggero' della sensazione di sazietà.
Questa ipotesi spiega il curioso caso dei topi dal pelo striato».
Holmes cercava apposta di stupirmi.
Spesso avevo notato questa sua debolezza.
«Si sta studiando una nuova proteina la agouti-related protein (Agrp) che ha una storia molto singolare» Holmes fece una lunga pausa mentre estraeva la pipa da una tasca del suo pastrano.
«L'agouti è una proteina prodotta dalla pelle di alcuni topi che ha fra i suoi effetti la produzione di una striatura gialla sul pelo nero che fa sembrare fulvi i topi.
Creati dei topi che secernevano grandi quantità di questa proteina si scoprì...» «Che il loro pelo era giallo» osai continuare, perchè mi sembrava una risposta facile.
«Già» riprese Holmes «ma erano anche obesi. Perchè?».
Brancolavo nel buio, ma Holmes finse di non accorgersene e continuò.
«Evidentemente l'agouti era 'simile' a un'altra proteina coinvolta nel controllo del peso».
Questa proteina, la Agrp, venne trovata e sintetizzata appunto da Barsh.
Sono stati creati dei topi che producono grandi quantita di Agrp e si è visto che questi pesano il doppio degli altri.
La Agrp insomma potrebbe 'bloccare' il recettore della sazietà, ma è solo una delle tante sostanze che accendono o spengono questi recettori».
Holmes fece una pausa e assunse un tono più solenne.
«Ma tornando alla leptina, nei topi ad alto tenore di leptina, si registravano tassi minori sia di trigliceridi sia di insulina.
Più in generale la leptina migliorava la tolleranza al glucosio dei topi».
Finalmente capivo! «Insomma si potrebbero prendere due piccioni con una fava e scoprire una medicina sia contro l'obesità sia contro il diabete, almeno quello di tipo 2!» esclamai.

L'illustre medico ci stava ascoltando
Si sentì una voce venire dalla porta.
«In teoria sì, e questo spiega l'interesse delle Case farmaceutiche e degli scienziati.
Solo negli Usa, Roche sta investendo 70 milioni di dollari in ricerche sull'argomento».
Ci accorgemmo solo in quel momento che l'illustre medico ci stava ascoltando.
«Per i diabetici, soprattutto non insulino-dipendenti, le ricerche intorno al funzionamento della leptina aprono una tripla prospettiva: aiutare la perdita di peso permetterebbe di ridurre i problemi di obesità e consentirebbe un miglior controllo degli zuccheri nel sangue.
Oltre a questi risultati accertati, vi è anche la tesi - sostenuta da ricercatori della Indiana University School of Medicine - secondo la quale la leptina regolerebbe il metabolismo del glucosio all'interno dei tessuti grassi».
Holmes, per nulla turbato dall'entrata del luminare, prese la palla al balzo: «Il fatto che il livello di leptina nel sangue sia tanto più alto quanto più alto è il livello di insulina potrebbe spiegare le difficoltà che i 'tipo 2' trovano nel mantenere un peso-forma.
Due studi sono attualmente in corso sull'effetto della leptina nel controllo dei livelli di zucchero nel sangue di diabetici di tipo 2».

Il ruolo dei tessuti grassi
Il professore annuiva entusiasticamente, ma mise le mani avanti: «Certo, la nostra amica leptina non è quella 'bacchetta magica' che speravamo, ma non escludiamo la possibilità che iniezioni di leptina possano aumentare l'effetto di diete ed esercizio fisico, uno studio recente sembrerebbe confermare questa ipotesi.E poi... facciamo un piccolo mea culpa noi medici» e mi guardò con cortesia un po' esagerata, visto che ben poco in comune vi era tra lui e un povero medico militare in pensione.
«Finora abbiamo poco considerato i tessuti grassi, ritenendoli poco più che 'magazzini' di energia.
In realtà questi tessuti giocano un ruolo attivo.
Tuttavia, Mister Holmes, le cose non sono così semplici perchè questo meccanismo di autoregolazione ha molte forme: alcune passano attraverso il cervello, altre no.
Prendiamo il TNF per esempio...».
Per me era troppo. Il professore se ne accorse e riportò la conversazione su un piano comprensibile.
«Se posso aggiungere un tocco personale» continuò mentre il suo sguardo vagava sui numerosi diplomi e riconoscimenti appesi alla parete «la ricerca sul diabete ha già portato all'assegnazione di due premi Nobel per la Medicina.
Chi farà passi avanti decisivi in questa direzione può essere sicuro di agguantarne un terzo».
E non ci voleva certo l'intuito del mio amico Holmes per capire che questa non era l'ultima tra le ambizioni del professore.

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Ultima modifica: novembre 1998

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