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I risultati dell'UKPDS

Un continuo autocontrollo riduce drasticamente il rischio di complicanze. Lo conferma uno studio effettuato su 5 mila pazienti seguiti per venti anni.
Si chiama UK Prospective Diabetes Study, o UKPDS ed è il più grande studio clinico mai realizzato sul diabete.
Iniziato nel 1977, in Gran Bretagna ha valutato l'effetto di diverse terapie per la riduzione di glucosio in 5.102 pazienti con diabete di tipo 2 appena diagnosticato.
In sintesi lo UKPDS afferma:
- un miglior controllo della glicemia riduce di un quarto il rischio di patologie oculari e di un terzo le disfunzioni renali.
- un miglior controllo della pressione sanguigna riduce di un terzo il rischio di decesso dovuti alle complicanze diabetiche di lunga durata, il rischio di infarto e il rischio di gravi disturbi della vista.
- le complicanze sono state nettamente inferiori presso i pazienti di tipo 2 che hanno adottato standard di controllo della glicemia finora riservati solo agli insulino-dipendenti.
In venti anni, lo studio ha dimostrato chiaramente i benefici della strategia intensiva, che prevede un adattamento della cura in presenza di valori glicemici o di pressione sanguigna superiori alla soglia.
I risultati dello UKPDS saranno per diversi anni la base di tutte le discussioni e le analisi sulla terapia dei diabetici di tipo 2.

L'antigrasso che cura l'obesità
Dal prossimo anno sarà in commercio anche in Italia un farmaco per il trattamento dell'obesità il cui principio attivo, orlistat, riduce l'assorbimento dei grassi alimentari.
I grassi vengono metabolizati nel primo tratto dell'intestino grazie all'azione di enzimi, denominati lipasi, che rendono possibile il loro assorbimento.
Il Gruppo Roche ha sviluppato una molecola in grado di inibire l'attività delle lipasi all'interno del lume intestinale realizzando così una diminuzione dell'assorbimento dei trigliceridi di circa il 30%.
Assunto con il necessario supporto di una alimentazione bilanciata, moderatamente ipocalorica e che apporti un corretto quantitativo di grassi (non più del 30% delle calorie da lipidi), il farmaco si è dimostrato efficace nel ridurre il peso corporeo, nel mantenere il peso raggiunto e nel migliorare i fattori di rischio correlati all'obesità.
Addirittura il colesterolo-LDL è diminuito in misura maggiore rispetto a quanto ci si può aspettare dalla sola perdita di peso.
Inoltre la perdita di peso indotta da orlistat ha migliorato il controllo dei livelli glicemici e dell'insulina.

Ultima modifica: novembre 1998

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