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Il punto ideale per le iniezioni
Per garantire il migliore effetto l'insulina deve essere iniettata nello strato di grasso compreso fra l'epidermide e i muscoli.
Non più a fondo nei muscoli (il suo rilascio sarebbe imprevedibile) e nemmeno troppo in superficie (potrebbe fuoruscire).
Il fatto è che lo spessore di questo strato di grasso varia molto da persona a persona e da un punto all'altro del corpo.
I maschi hanno i muscoli molto più in superficie rispetto alle femmine, i soggetti obesi (per obeso si intende una persona che abbia un peso superiore del 20% a quello ideale) possono arrivare a diversi centimetri di tessuto sottocutaneo.
Sulle braccia e sulle spalle ma anche sulle cosce, contrariamente a quello che si può credere, lo strato 'grasso' è assai ridotto. Le natiche ovviamente hanno il record del grasso - diversi centimetri - ma in compenso rilasciano più lentamente l'insulina che vi viene iniettata. L'area ideale sarebbe l'addome.
Le condizioni di rilascio sono ottimali e la densità dei recettori nervosi assai ridotta (si sente quindi meno dolore).
Aghi: riciclare non conviene
In Italia un numero assai elevato di diabetici utilizza più volte lo stesso ago da iniezione.
La percentuale è altissima fra gli utilizzatori di 'penne', molti dei quali praticamente cambiano l'ago una volta al giorno, meno fra quanti assumono l'insulina attraverso siringhe.
Non tutti hanno chiaro quali svantaggi, sotto il profilo medico, questa prassi comporta.
Ecco un elenco:
- Il riutilizzo smussa con il tempo la punta dell'ago e rimuove lo strato di silicone che lo lubrifica, rendendo più dolorosa l'iniezione.
- Aghi spuntati hanno un diametro maggiore e possono causare contusioni o sanguinamenti rilevanti.
- Con il riutilizzo, la punta dell'ago si piega fino ad assumere la forma di un uncino. Estraendo l'ago, l'uncino lacera i tessuti causando dei microtraumi ripetuti.
Per curare questi traumi le cellule offese rilasciano ormoni che, insieme all'insulina, sviluppano i noduli da lipoipertrofia.
- Un utilizzo eccessivo dello stesso ago può portare alla rottura della sua punta microscopica.
I frammenti così rilasciati nella pelle possono provocare infezioni.
- Tra una iniezione e l'altra, l'ago che rimane inserito nella siringa o nella penna mette in contatto la cartuccia di insulina con l'atmosfera esterna.
Se questa si riscalda, l'insulina si espande ed esce, se si raffredda, l'insulina si restringe e provoca l'entrata di bolle d'aria.
In ambedue i casi la quantità di insulina iniettata finisce con l'essere anche significativamente diversa da quella prevista.
Non esiste invece il pericolo di infezioni.
All'insulina sono mischiati fattori che neutralizzano i batteri che potrebbero penetrare dall'esterno nell'insulina attraverso l'ago.
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Ultima modifica: novembre 1998
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