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Ricerca e diabete insulinodipendente
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La terapia insulinica deve mimare il funzionamento del pancreas
Per raggiungere il miglior controllo possibile della glicemia, la terapia insulinica deve ripetere con la massima approssimazione possibile il comportamento del pancreas. Questo significa, secondo gli studi svolti all'Università di Perugia, un picco robusto dopo i pasti ed un livello costante durante la notte e nell'intervallo tra i pasti.
Il picco postprandiale è ottenibile con insulina ad azione rapida (come lispro o aspart), mentre la copertura di base è garantita da una pompa ad infusione continua o con un'insulina ad azione prolungata (24 ore) come la glargina.
L'autostima è bassa nei ragazzi diabetici
I ragazzi e gli adolescenti con il diabete non si apprezzano a sufficienza ed hanno un'immagine di sè meno soddisfacente rispetto ai loro coetanei. È quanto emerge dal lavoro di un gruppo di ricercatori spagnoli che hanno studiato un gruppo di 81 ragazzi diabetici di età compresa tra 8 e 18 anni valutandone le principali caratteristiche psicosociali. La percezione del proprio stato di salute, la frequenza di stati ansiosi e/o depressivi, e la capacità di adattamento sociale non sono invece significativamente diversi.
Coinvolgere gli amici nella terapia
Nell'adolescenza il centro di gravità delle relazioni tende a spostarsi dalla famiglia al gruppo di amici e questo, spesso, si associa a un peggiore controllo metabolico. Perché allora non coinvolgere nel trattamento dell'adolescente tutto il gruppo dei suoi amici con appositi incontri? Un'esperienza pilota effettuata su un piccolo gruppo di soggetti ha dato buoni risultati aumentando la consapevolezza della malattia tra i ragazzi che possono essere più 'vicini' ai loro amici diabetici.
Problemi da risolvere nel trapianto di isole
In molti casi di trapianto di isole di Langerhans la risposta autoimmune, che ha prodotto inizialmente la distruzione delle betacellule si riattiva e distrugge le cellule trapiantate. Sono in corso sperimentazioni (fra l'altro all'HSR Università Vita Salute di Milano) per affiancare alle classiche terapie immunosoppressive strategie terapeutiche specifiche.
A scuola chi ha il diabete va bene come gli altri
I bambini con il diabete partono svantaggiati nel confronto intellettuale con i loro coetanei? Un recente studio [McCarthy AM et al. Pediatrics 2002 Jan;109(1):E9] lo ha escluso. Circa 250 bambini e ragazzi con il diabete e 110 fratelli e sorelle senza diabete sono stati confrontati con 209 coetanei non diabetici. Sono stati raccolti alcuni dati scolastici (giorni di assenza, anni ripetuti, media dei voti in matematica e lingua), i risultati di un questionario sul comportamento, (compilato dai genitori) e quelli di due test di apprendimento. Il confronto non ha evidenziato differenze nel rendimento scolastico, nonostante i ragazzi con DM1 siano costretti dalla malattia ad un numero maggiore di assenze.
Nessun legame tra le vaccinazioni e l'esordio del DM1
Nella ricerca di possibili cause del diabete mellito di tipo 1 (DM1) è stata avanzata anche l'ipotesi di un possibile legame con le vaccinazioni raccomandate in età pediatrica. Questi timori non hanno trovato, a tutt'oggi, nessuna solida base scientifica. L'ennesima conferma in negativo proviene da uno studio condotto dai Centers for Disease Control CDC di Atlanta in Georgia [DeStefano F et al. J Pediatrics 2001 Dec;108(6):112.] su circa 1.000 bambini (252 con DM1 e 768 senza DM1 nati tra il 1988 ed il 1997): nessun incremento di rischio statisticamente significativo è stato riscontrato. Lo studio, che si aggiunge ad altri analoghi condotti in anni passati, prende in considerazione anche i vaccini più recenti (epatite B, varicella e pertosseacellulare).
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Ultima modifica: settembre 2002
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