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Per prevenire il diabete, dieta ed esercizio sono più efficaci dei farmaci
Un po' di iperglicemia dopo pranzo o a digiuno. Una leggera intolleranza al glucosio? Meglio agire subito sulle proprie abitudini per ritardare la comparsa di un vero diabete di tipo 2. Un recente lavoro del gruppo DPP (Diabetes Prevention Program) mostra in modo convincente che dieta ed esercizio fisico sono più efficaci dei farmaci (la metforminaGlucophage/Glucovance) nel prevenire il DM2. Lo studio (un trial clinico randomizzato che è durato circa 3 anni ed ha coinvolto circa 3.200 soggetti a rischio diabetico) ha dimostrato che il DM2 è una condizione che può essere prevenuta, sia con i farmaci che con la dieta e l'esercizio fisico.
I soggetti trattati con dieta ed esercizio fisico hanno avuto una riduzione del 58% dell'insorgenza di DM2 nell'arco dei tre anni successivi all'inizio dell'osservazione; quelli trattati con il farmaco solo del 31%. Non è necessario, dunque, aspettare che una persona sviluppi una forma conclamata di diabete per iniziare il trattamento. La prevenzione è possibile ed è alla portata di tutti. Ma richiede insieme esercizio fisico, dieta e farmaci. Nessuna 'pillola' potrà mai sostituire o avere un effetto rilevante senza un cambiamento delle abitudini di vita!

Non vanno d'accordo diabete e caffeina
Uno studio olandese su 12 volontari sani ha dimostrato che l'assunzione di caffeina è associata ad una ridotta sensibilità all'azione dell'insulina e ad un aumento degli acidi grassi circolanti, entrambi fattori caratteristici di quella sindrome considerata l'anticamera del diabete di tipo 2. Nello studio si sottolinea come la caffeina sia contenuta in molte bevande e medicinali (per esempio diversi analgesici).

Una dieta sana vuole molti legumi
Una dieta ricca di legumi (fagioli e piselli per esempio) riduce il rischio di diabete, di malattie cardiovascolari e di ipertensione. Inoltre, abbassa il colesterolo ed aumenta la sensibilità all'insulina. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Archives of Internal medicine e relativo a circa 9.600 soggetti seguiti per 19 anni. L'effetto protettivo si osserva consumando legumi almeno quattro volte alla settimana.

Il peso alla nascita è un fattore di rischio ?
Non solo i neonati 'grassi' sopra i 4 chili, ma anche quelli che pesano meno di 2,5 chili alla nascita sono a rischio di sviluppare insulinoresistenza e diabete da adulti. Il basso peso potrebbe essere la conseguenza di una nutrizione non ottimale del feto durante la gravidanza.

Trent'anni, è tempo di misurarsi la glicemia
"Diagnostichiamo il diabete con un ritardo che va da 6 a 10 anni" ha affermato Jaime Davidson, copresidente di una commissione incaricata dall'American College of Endocrino logy di creare delle linee guida per la diagnosi del diabete. Secondo Davidson, lo screening del diabete si impone già 'nel mezzo del cammin di nostra vita' come diceva Dante, fra i 30 e i 45 anni.
Per 'popolazioni a rischio' si intendono persone sovrappeso o che svolgono una ridotta attività fisica, figli o nipoti di persone che hanno avuto il diabete e donne che hanno avuto il diabete in gravidanza. Anticipare il controllo è necessario sia perché il diabete di tipo 2 tende a presentarsi sempre più presto nel corso della vita, sia perché la soglia oltre la quale si può parlare di diabete è stata ridotta.

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Ultima modifica: settembre 2002

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