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Campi scuola in vela per imparare a 'timonare' il diabete
Associare alla tradizionale settimana di istruzione sull'autocontrollo del diabete un corso di iniziazione alla vela. Questa la formula di Accu-chek Sail Camp.
Si dice spesso 'andare alla deriva', oppure - in positivo - 'tenere il timone' di qualcosa. Semplici metafore? Chi fa vela ne dubita. "Andare in vela significa proporsi un obiettivo, una rotta e mantenerla non contrastando ma adattandosi alle sollecitazioni del vento e del mare. È una questione di controllo e di autocontrollo", spiega Alessandro Maffei, 41 anni di Albisola, velista da sempre. Due anni fa Maffei si accorge che questo 'autocontrollo velico' assomiglia molto da vicino all' 'autocontrollo glicemico'. "Le somiglianze sono incredibili", nota Maffei che si interessa di diabete per lavoro, in quanto responsabile di area di Roche Diagnostics.
"Chi ha il diabete ed è insulinodipendente deve mantenere determinati livelli di glicemia nel corso della giornata, adattando di volta in volta l'alimentazione, l'esercizio fisico e le dosi di insulina", conferma Mario Cotellessa responsabile del Centro Regionale di diabetologia Pediatrica di Genova, "possiamo tranquillamente parlare di una 'rotta' da mantenere agendo sulla velatura e sul timone".
Insieme a Francesco Bortoletto, un istruttore di vela FIV del Club nautico Varazze particolarmente attento a queste tematiche (ha tenuto corsi di vela per bambini non vedenti) e a Giuseppe Boriello Presidente dell'ADG (Associazione Diabete Giovanile di Genova), Maffei ha proposto al Centro di Diabetologia Pediatrica genovese e a Roche Diagnostics di sperimentare un corso di scuola vela dedicato a bambini affetti da diabete di tipo 1. La prima sperimentazione effettuata nel 2001 ha avuto ottimi risultati. "Nella mia esperienza di istruttore di vela, non ho trovato in altri allievi un'eguale capacità di organizzarsi per affrontare le difficoltà" ha affermato l'istruttore Bortoletto. Altrettanto hanno affermato i Pediatri, gli Infermieri e gli Educatori che hanno approfittato della settimana di corso per rafforzare le conoscenze dei ragazzi sull'alimentazione, l'esercizio fisico, l'autocontrollo della glicemia e la terapia insulinica.
Il Centro Regionale di Diabetologia pediatrica del IRCCS Gaslini di Genova con l'ADG di Genova e la collaborazione del centro dell'IRCSS San Matteo di Pavia hanno quindi deciso di organizzare con questa formula i loro prossimi soggiorni educativi. E altrettanto ha deciso di fare la Regione Piemonte che ha approvato un progetto presentato dal professor Franco Cerutti, responsabile del Servizio di diabetologia Infantile dell'Ospedale pediatrico Regina Margherita di Torino, e ha stanziato 60 mila euro per finanziare un soggiorno educativo - corso di vela per 56 bambini e ragazzi con il diabete residenti in Piemonte.
Nasce così in forma ufficiale Accu-Chek Sail Camp che prevede tre edizioni nel 2002. Ogni edizione vedrà i giovani pazienti di ambedue i sessi passare una settimana ospiti della Casa di Accoglienza Fatebenefratelli di Varazze, una struttura residenziale messa a disposizione dall'Ordine Benedettino, senza genitori e accompagnati da un team di tre Infermieri, una Dietista, due Pediatri specialisti in Diabetologia e da alcuni Educatori. Medici e Infermieri approfitteranno della settimana insieme per ripassare con i ragazzi le regole principali dell'autocontrollo del diabete, quelle attenzioni che consentono e consentiranno loro di vivere una vita libera e normale. Ma a differenza degli altri soggiorni educativi di questo tipo (i 'campi scuola' previsti dalle Linee guida internazionali come parte della terapia del diabete) l'accento di Accu-Chek Sail Camp è posto sulla vela. Per un'ora e mezzo ogni mattina e due ore e mezzo al pomeriggio i giovanissimi saranno portati presso la sede del Club Nautico Varazze e messi rapidamente in grado di guidare piccole derive da uno o due posti. Nelle loro uscite i ragazzi saranno affiancati da tre istruttori velici FIV e da 'tutor' coetanei ma già affermati velisti di livello internazionale (alcuni competono nei mondiali juniores). Il primo corso dell'edizione 2002 si è tenuto dal 18 al 24 giugno con 28 ragazzi dagli 8 ai 12 anni seguiti dai centri di diabetologia Pediatrica di Genova (IRCCS G. Gaslini) e Pavia (IRCCSSan Matteo).
In settembre dall' 1 al 7 è stata la volta di 28 bambini di 8-11 anni e poi dall'8 al 13 di altrettanti ragazzi di 12-15 anni seguiti dai Centri di Diabetologia Pediatrica del piemonte (principalmente Torino, Novara, Acqui e Alessandria).
Gli obiettivi? "Molti di questi ragazzi vivono col dubbio di non essere in grado di gestire da soli la complessa serie di decisioni e di atti che il diabete impone loro di fare ogni giorno", commenta Alessandro Rigardo, pediatra all'Ospedale di Acqui Terme e autore di un manuale sull'organizzazione dei campi scuola, "il classico camposcuola può fornire meglio queste informazioni ma solo dimostrando a se stessi di essere capaci di guidare una barca a vela mantenendola nella direzione voluta potranno raggiungere quella fiducia in se stessi e nelle proprie capacità che è la precondizione per un autocontrollo del diabete".
Ultima modifica: novembre 2009
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