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Risposta sbagliata, bravo!
Per molte persone e soprattutto per i cosiddetti ‘esperti’ è un riflesso condizionato interrompere chi sta dicendo qualcosa di sbagliato, dando l’informazione ‘giusta’.
Si pensa che un ‘esperto’ sia tale perché corregge gli sbagli degli altri, perché fornisce come un computer una serie di soluzioni ‘esatte’.
Spesso è così, ma non sempre. A volte invece la ricchezza sta nell’errore e non nella soluzione: una ricchezza, una risorsa che il ‘paziente’ e il suo ‘medico’ possono sfruttare a comune vantaggio. Ascoltare una risposta sbagliata è molto più importante che fornire la ‘soluzione’.
Mi spiego meglio: attraverso l’ ‘errore’ una persona racconta molto di sé, una risposta o un comportamento non adeguato, non ottimale ha sempre delle ragioni profonde: il paziente potrebbe non aver ricevuto o non aver ben compreso una informazione (ed è quindi provvidenziale avere la possibilità di riempire questa lacuna).
Più spesso l’ ‘errore’ è dovuto a un comportamento al quale la persona tiene molto, o a un modo di vedere le cose che per il paziente è perfettamente naturale e che al medico invece era sfuggito.
Se si inizia partendo da un errore insomma, si ha quasi la certezza di parlare di cose concrete, vere, che interessano al paziente. Viceversa, le risposte ‘giuste’ sono meno indicative (potrebbero essere date per compiacere il medico o indovinate tirando a caso).
Tengo molto a dire questo, perché l’intera riflessione sull’empowerment che Bob Anderson [vuoi leggere l’intervista su questo numero di Modus? [Anderson] ha svolto quasi da solo all’inizio; così come la versione ‘europea’ dell’Educazione terapeutica, nascono proprio dalla constatazione di un errore commesso dai terapeuti che si occupano di diabete.
L’errore di pensare che il medico debba limitarsi a prescrivere una ricetta. Dice bene Laura Tonutti nell’intervista: “L’empowerment non è una delega, è semplicemente giocare a carte scoperte, ammettere che il ‘potere’ è tutto in mano al paziente”.
Umberto Valentini
Direttore Scientifico di Modus
Ultima modifica: giugno 2003
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