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Come creare la motivazione

A volte si scrivono fiumi di parole quando bastano delle formulette a descrivere una situazione. A volte, invece, è vero il contrario. Basta una formula, poco più di un gioco di parole, a far risaltare la differenza fra l’approccio tradizionale della Medicina, modellato sulle patologie acute, e quello della Diabetologia.

Il Medico impegnato nel trattare una patologia acuta cura la malattia ‘nel’ paziente. Il Diabetologo cura la patologia cronica ‘attraverso’ il paziente.

Nel primo caso il paziente è passivo; è semplicemente il ‘luogo’ dove la malattia si è espressa. Il dialogo è tutto fra il Medico (o il Chirurgo) e la patologia.

Nel secondo caso gli interventi diretti sono possibili: qualche farmaco orale, l’insulina. Ma le cure meglio disegnate e costose servono a poco se non c’è la completa adesione del paziente alla terapia. È solo con lui, ‘attraverso’ un paziente motivato e attivo che il Medico svolge la sua funzione.

Come si fa a suscitare e mantenere questa motivazione? Bella domanda! Questo è un caso in cui le formulette non esistono e se esistessero servirebbero a poco, perché ogni paziente (e ogni Medico) è un caso a sé e la relazione va creata e modificata di volta in volta.

Su Modus avrete sentito tante volte paragonare il personale del Servizio di Diabetologia e i familiari a un ‘team’, una ‘squadra’ nella quale il paziente è centravanti o playmaker. È una metafora importante: il gioco di squadra è un laboratorio della motivazione ed è interessante vedere come questa viene creata e mantenuta.

Se assistiamo a una partita, non importa se di dilettanti o professionisti, vedremo i giocatori scambiarsi mille gesti e segni fra di loro: una pacca sulla spalla, un sorriso, sguardi di intesa, perfino un applauso davanti a un bel tiro. Non parliamo poi degli incoraggiamenti che provengono dagli spalti: non è certo un caso che la squadra che gioca in casa abbia più probabilità di vincere. Motivarsi reciprocamente è una attività corale (non c’è in squadra l’‘esperto di motivazione’).

Umberto Valentini
Direttore Scientifico di Modus

Ultima modifica: settembre 2003

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