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Alcune delle schede di cui è composto il kit informativo ‘Diabete per capirsi’.
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Diabete, per capirsi
Fra le centinaia di migliaia di persone immigrate in Italia il diabete è un problema sempre più serio. «Chi arriva in Italia dall’Asia, dall’Africa, dall’America Latina e in misura minore dall’Europa dell’Est cambia radicalmente le proprie abitudini alimentari», spiega Valeria Manicardi, diabetologa e direttore del Dipartimento di Medicina all’Ospedale di Montecchio, «e questi cambiamenti sono associati a una alta probabilità di sviluppare il diabete a un’età più precoce della media e con un rischio maggiore di complicanze». C’è chi parla di una vera e propria ‘epidemia’ di diabete fra alcune comunità immigrate. Per i medici che raccolgono questa sfida il problema è serio. «Spesso si tratta di forme che sono in sé particolarmente instabili e difficili da curare», conferma Ezio Bosi responsabile del Servizio di Diabetologia Presidio Ospedaliero Area Nord Guastalla-Correggio, «e a questo aspetto clinico si aggiunge l’ostacolo, gravissimo, della lingua». Tutti i medici conoscono un po’ di inglese e molti extracomunitari si destreggiano con l’italiano. «Ma nel diabete è necessario capirsi completamente. Il paziente deve essere perfettamente informato e motivato. Usando una lingua ‘intermedia’ non ben parlata o compresa dal medico o dal paziente, si possono creare pericolosi fraintendimenti».
Roche Diagnostics ha sostenuto l’iniziativa, nata da un’idea di Manicardi e Bosi, che operano nella provincia di Reggio Emilia dove forte è l’immigrazione, soprattutto asiatica e africana: hanno scritto una sorta di ‘manuale di autocontrollo del diabete’ riassunto in 10 schede ciascuna dedicata a un tema specifico.
- Cosa è il diabete
- L’autocontrollo della glicemia
- Alimentazione e diabete
- I cibi da evitare e quelli da preferire
- Arterie e diabete
- Le complicanze
- Il piede diabetico
- L’insulina
- Preparare e miscelare l’insulina
- Ipoglicemia e iperglicemia

Valeria Manicardi, diabetologa e direttore del Dipartimento di Medicina all’Ospedale di Montecchio, ed Ezio Bosi, responsabile del Servizio di Diabetologia Presidio Ospedaliero Area Nord Guastalla-Correggio, hanno ideato il progetto e realizzato i testi originali.
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Ogni scheda si suddivide in nove ‘aree’ caratterizzate da un disegno esplicativo e da un breve testo. Si è scelto un linguaggio il più semplice possibile, senza rinunciare, però, a quei termini specifici che servono al paziente per orientarsi nel dialogo con il Team diabetologico. Grazie all’impegno di Roche Diagnostics questo kit è stato tradotto in 11 lingue scelte fra quelle parlate o comunque comprensibili alle comunità immigrate più importanti: l’arabo è la lingua di tutte le popolazioni del Maghreb (marocchini, tunisini ed egiziani), il turco è parlato da turchi e curdi, il russo è compreso da tutte le popolazioni dell’ex Unione Sovietica. Lo shiqperi permette di dialogare con il rilevante numero di albanesi presenti in Italia, mentre il cinese consente di creare un contatto con la numerosa comunità cinese residente in Italia, l’hindi con le crescenti comunità indiane. Il tagalog è l’idioma ufficiale delle Filippine mentre il singalese è parlato in Sri Lanka. A queste si aggiungono tre lingue ‘mondiali’ come il francese, lo spagnolo e l’inglese, prima o seconda lingua di molti immigrati.
La struttura a schede permette al Team diabetologico, al medico di medicina generale o al medico di pronto soccorso che segue il paziente immigrato di affrontare, se lo ritiene opportuno, un tema alla volta concentrandosi su quelli che la terapia e l’educazione del paziente rendono più urgenti.
Alle schede ‘illustrate’ si aggiungono due schede ‘di servizio’: la prima permette al medico di raccogliere le informazioni essenziali sul paziente presentandogli le domande nella sua lingua. La seconda è un promemoria che viene lasciato al paziente che indica – specificandole nella sua lingua – informazioni utili come gli orari di apertura del Servizio, il numero di emergenza, il numero di esenzione ticket, e l’articolazione della terapia.
«Il problema ‘diabete fra gli extracomunitari’ è destinato a divenire rilevante e a investire in maniera non occasionale i Centri di diabetologia di tutta Italia, e in particolare delle aree soggette a una maggiore presenza di immigrati», afferma Massimo Balestri, responsabile vendite di Roche Diagnostics e promotore dell’iniziativa; «traducendo e rendendo disponibile questo materiale abbiamo voluto facilitare l’educazione sanitaria e l’autocontrollo del diabete in situazioni personali e familiari spesso difficili ma anche e soprattutto aiutare il Sistema Sanitario ad affrontare con le armi giuste questa potenziale emergenza». Da febbraio i Servizi di Diabetologia italiani riceveranno un CD-Rom che contiene la versione Acrobat (pdf) di tutte le schede con possibilità di visualizzazione e stampa. Dedicata in primo luogo ai Team diabetologici e ai medici, l’iniziativa ‘Diabete per capirsi’ è aperta a tutti: «Le schede sono a disposizione dei pazienti, delle organizzazioni che operano nel sociale ma anche dei lettori di ‘Modus’ perché a tutti può capitare di conoscere una persona che ha bisogno di ricevere informazioni sul diabete in una lingua che non sia l’italiano», ricorda Massimo Balestri.
Vuoi andare nell’area del sito di Modus on line dedicata al progetto Diabete per capirsi, per saperne di più, visualizzare o scaricare le schede?.
Ultima modifica: febbraio 2004
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