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MICROINFUSORI

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Il microinfusore D-TRON Plus della Disetronic.
Microinfusori per mimare il pancreas

I micorinfusori o ‘pompe per insulina’ permettono in molti casi di raggiungere l’equilibrio glicemico con maggiore facilità e minori sbalzi della glicemia e consentono di adeguare la terapia al proprio stile divita, e non viceversa.

L’esperienza di ogni giorno e numerosi studi confermano come il rischio di complicanze nel diabete diminuisca fortemente in relazione alla capacità della persona diabetica insulinodipendente di mantenere costanti i valori glicemici, assicurando al suo organismo la quantità di insulina corretta. Per raggiungere questo obiettivo, i diabetologi disegnano insieme al paziente degli ‘schemi insulinici’, alternando insuline rapide, semilente o lente, o proponendo insuline miscelate o da miscelare.


Il microinfusore H-TRON della Disetronic.
I risultati si vedono: chi segue gli schemi ‘intensivi’ composti generalmente da 4 o 5 iniezioni di insulina al giorno vede migliorare il proprio compenso glicemico. Ma a quale prezzo? «La persona con il diabete in terapia insulinica è spesso costretta a adeguare la propria vita alla terapia», spiega Antonio Chiapperini, product manager della linea di microinfusori Disetronic, acquisita da Roche Diagnostics; «deve mangiare a orari definiti e quantità precise, non può dormire fino a tardi, ha difficoltà nel rispondere a variazioni impreviste negli orari e nelle abitudini della giornata».

Molte persone inoltre, pur seguendo una terapia insulinica intensiva, non riescono a ottenere o conservare nel tempo un soddisfacente controllo della glicemia; alcune manifestano un marcato ‘fenomeno alba’, cioè un aumento significativo della glicemia nelle prime ore della mattina, che rende difficile poi mantenere il controllo per l’intera giornata. Per questi pazienti, un’alternativa alla terapia insulinica intensiva (3-5 iniezioni di insulina al giorno) consiste nell’uso di un microinfusore.

Il microinfusore è uno strumento in grado di somministrare microdosi di insulina direttamente sotto cute tramite un catetere. In pratica il microinfusore, detto anche pompa per insulina, è in grado di mimare la secrezione fisiologica del pancreas sia rilasciando in modo costante, nell’arco delle ventiquattro ore, piccole quantità di insulina (infusione basale), sia erogando in corrispondenza dei pasti i cosiddetti ‘boli’ (cioè quantità aggiuntive di insulina necessarie in corrispondenza dei pasti) per far fronte alle esigenze dell’alimentazione.

La quantità di insulina basale e i boli possono essere programmati in modo da adattarsi alle caratteristiche di ogni giornata e ogni pasto. Decenni di studi confermano che – in pazienti selezionati – l’uso del microinfusore migliora il controllo glicemico, riduce il numero e la gravità delle ipoglicemie (notturne e diurne), gestisce il fenomeno alba e – ovviamente – garantisce al paziente una migliore qualità della vita. Negli Stati Uniti il microinfusore è spesso la terapia di elezione (cioè la prima adottata) per i casi di diabete di tipo 1 e per molte persone con il diabete di tipo 2 ma insulinotrattati. In Germania il suo utilizzo è in netta crescita sia in età pediatrica, sia fra gli adulti. Come spiega il responsabile mondiale Diabetes Care di Roche Diagnostics Staffan Ek, l’ingresso di Roche nel settore, avvenuto attraverso l’acquisizione di Disetronic, leader europeo e secondo a livello mondiale, potrebbe rappresentare il punto di svolta per una maggiore diffusione della terapia con microinfusore in Italia.

Bisogna precisare che anche se per un pa-ziente passare al microinfusore richiede impegno, in quanto è necessario superare resistenze psicologiche, predisporsi ad ap-prendere nuovi gesti, routine e regole in parte diverse da quelle già conosciute, i risultati sono evidenti: la persona insulinotrattata può affrontare un pasto lungo come un pranzo di nozze, fare esercizio fisico senza temere ipoglicemie, dormire più del previsto, cambiare i suoi programmi improvvisamente. Insomma può ‘vivere la vita come vuole’.

Vuoi leggere l’intervista a Staffan EK, Top manager di Roche Diagnostics sulle ragioni che hanno spinto Roche Diagnostics a entrare nel settore dei microinfusori?

Vuoi leggere l’intervista a Peter Haag, responsabile delle attività italiane di Roche Diagnostics nel diabete sul servizio offerto ai Centri e ai pazienti che utilizzano microinfusori Disetronic?

Ultima modifica: febbraio 2004

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