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Riccardo Vigneri, docente di Endocrinologia e direttore della Scuola di Specializzazione in Endocrinologia dell’Università di Catania.
Processo all’insulina

Cosa avviene quando l’insulina entra in una cellula? Che funzioni svolge, perché a un certo punto l’insulina perde di efficacia e soprattutto quali conseguenze può avere un eccesso di insulina nel sangue?

A cosa serve l’insulina? Che cosa è l’insulinoresistenza? Più in generale cosa accade in una cellula quando viene a contatto con una molecola di insulina?
Rispondere a questa e ad altre domande correlate è il filo conduttore di una lunga ricerca ‘condivisa’ che dura almeno da trent’anni e della quale Riccardo Vigneri, docente di Endocrinologia e direttore della Scuola di Specializzazione in Endocrinologia dell’Università di Catania, è esponente di spicco.

E' sbagliato dire che l’insulinoresistenza rende i tessuti meno recettivi all’insulina obbligando il pancreas a produrne in eccesso?
Non è sbagliato. Ma è come avere una carta geografica che in un solo foglio raffigura tutta l’Europa. Può essere utile per imparare la geografia. Ma per girare per la Sicilia occorrerà una mappa della regione. Quella che lei ha accennato è una sintesi molto utile per il paziente e anche per il medico. Ma il ricercatore per mestiere deve porsi delle domande per capire meglio i meccanismi con cui funzionano – o non funzionano – le cellule. Il rapporto tra sovrappeso e insulinoresistenza è forte, ma non assoluto. Per esempio ci sono persone sovrappeso ma non insulinoresistenti, e viceversa. E poi a parità di peso, età ed esercizio fisico, ci sono persone la cui insulinoresistenza evolve in maniera rapida e altre nelle quali non evolve. Quella che chiamiamo insulinoresistenza è un insieme di fenomeni molto eterogenei.

Dietro ci sono fattori genetici?
Certamente. Ci sono soggetti che, per varie ragioni, sono a rischio di sviluppare una forte insulinoresistenza. Il fatto è che per descrivere l’insulinoresistenza come una condizione nella quale l’insulina non fa ‘quello che dovrebbe fare’ o non lo fa facilmente, dobbiamo sapere ‘cosa fa’ l’insulina nella cellula.

Be’, mi sembra una cosa nota. L’insulina permette ai tessuti di utilizzare il glucosio...
Sì, ma a ben vedere il glucosio può essere utilizzato anche senza insulina, come sanno gli atleti ben allenati. Il fenomeno biologico è più complesso: l’insulina può trovare – in quantità variabile – sulla membrana esterna della cellula un recettore a cui ‘legarsi’ e così legata può attraversare o non attraversare la membrana esterna della cellula. All’interno della cellula poi, l’insulina ha diverse ‘missioni da compiere’ e ciascuna richiede la presenza di almeno un’altra sostanza. Può arrivare al nucleo, il quale a sua volta ha i suoi recettori sulla membrana nucleare.

E cosa succede quando l’insulina arriva al nucleo?
Come è noto, il nucleo presiede alla riproduzione della cellula. Nel nucleo l’insulina non svolge funzioni metaboliche, ma collabora alla sua duplicazione. È quella che chiamiamo funzione ‘mitogena’. Sappiamo che l’insulina è un ormone anabolizzante, che fa crescere alcuni tessuti. Infatti chi inizia a fare insulina ingrassa o comunque vede aumentare, a parità di calorie assunte, il tessuto adiposo.

E chi inietta l’insulina nello stesso sito rischia di favorire la comparsa di un bozzo di grasso, che poi evolve in lipodistrofia.
Purtroppo non è solo questo. Questa funzione ‘riproduttiva’ dell’insulina apre un capitolo nuovo, totalmente diverso, sul ruolo dell’insulina – o meglio, dell’eccesso di insulina – nella progressione dei tumori.

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Ultima modifica: ottobre 2004

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