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Fulvio Glisenti, cardiologo e amministratore delegato della Health Telematic Network di Brescia.
Togliere il medico di torno

L’incontro faccia a faccia non è l’unica modalità di contatto possibile fra paziente e fornitore di cure. E il medico non è sempre la persona più adatta a rispondere al problema del paziente. Parliamo con chi pratica modi nuovi per risolvere i problemi del paziente cronico.

La vita professionale e imprenditoriale di Fulvio Glisenti, cardiologo, si è svolta all’insegna di un semplice slogan: “Spostiamo le informazioni, non i pazienti né i medici”.
Antonella Pellegrini, diabetologa, si è chiesta invece se sia sempre il medico la figura più appropriata per fornire assistenza. «L’epoca in cui solo il medico ‘curava’ è finita, se mai è esistita», afferma Antonella Pellegrini, con una lunga esperienza nell’assistenza ai pazienti geriatrici della provincia di Udine. «Oggi le esigenze del paziente si sono diversificate e così le figure coinvolte nel processo di cura». Tutte cose che il paziente diabetico sa benissimo. Un numero sempre maggiore di persone archivia su PC le proprie glicemie e le invia per mail al diabetologo, magari corredate di grafici, e tutti sanno che per alcuni problemi l’interlocutore giusto è l’infermiere, per altri la dietista, per altri ancora il diabetologo.

Muovere le informazioni, non il paziente
Per carità, l’incontro personale fra paziente e medico rimane insostituibile, «ma non può e non deve essere l’unica modalità d’accesso alle cure», afferma Glisenti, cardiologo e amministratore delegato della Health Telematic Network di Brescia. C’è il momento in cui bisogna parlare faccia a faccia o in cui è importante per il medico vedere o auscultare il paziente e ci sono molti momenti in cui la terapia richiede soprattutto un flusso di informazioni: le glicemie, gli elettrocardiogrammi, la diagnostica di laboratorio. Queste informazioni, una volta ‘liberate’, possono viaggiare, raggiungere il medico ovunque si trovi, essere analizzate ed elaborate quando il medico è nelle condizioni migliori per farlo. In più possono essere confrontate e registrate.
La tecnologia esiste da tempo. Uno dei modelli di assistenza messi a punto da HTN, in questo caso come servizio ai pazienti cardiopatici, permette al paziente di contattare in qualsiasi momento, 24 ore su 24, una infermiera specializzata la quale, se non ritiene di poter dare la risposta necessaria, interpella a sua volta un medico cardiologo. Questi, insieme alla telefonata, riceverà via PC tutti i dati della cartella clinica del paziente.

Modelli di telemedicina
Un altro modello, piaciuto al Ministero della Sanità e che, vista una esperienza effettuata in Regione Lombardia, ha promosso una sperimentazione allargata a diverse Regioni, consente ai medici di medicina generale di chiedere un consulto a medici specialisti, anche qui 24 ore su 24 e in tempo reale. «Il medico di medicina generale dispone di strumenti che gli consentono di inviare on line all’interlocutore elettrocardiogrammi, immagini, dati glicemici e così via». Lo specialista all’altro capo del filo ha quindi le informazioni necessarie per dare il suo parere.
Quali sarebbero state le alternative? Il medico di medicina generale posto davanti a un caso dubbio avrebbe prescritto una visita specialistica o avrebbe consigliato di recarsi al Pronto Soccorso, con un ricorso probabilmente inappropriato alla struttura.
«Ma questi sono solo alcuni dei mille schemi possibili. Il fatto è che la telemedicina, per le modalità e le soluzioni in tempo reale con cui gestisce la salute dei cittadini, è destinata a divenire uno strumento di cambiamento nel modo di fare Sanità anche da parte del Sistema Sanitario Nazionale», afferma Glisenti; «possiamo seguire patologie croniche facendo ricorso, a seconda dei casi, a infermieri specializzati o medici, possiamo mettere a disposizione del medico che è a contatto con il paziente un ‘ospedale virtuale’ con tutte le specializzazioni, con un poco di tecnologia e molta volontà di immaginare schemi nuovi è possibile prevedere tantissimi percorsi di assistenza sanitari che si affiancano a quelli tradizionali: l’obiettivo è averne a disposizione un ‘portafoglio’ in modo, da scegliere ogni volta quello più adatto», conclude l’amministratore delegato della HTN di Brescia.

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Ultima modifica: ottobre 2004

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