
Antonio Ceriello, docente alla facoltà di Medicina dell’Università di Udine e Professore presso l’Università di Oklahoma, USA.
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Rialzarsi da tavola
La glicemia si rialza, anche se di poco e solo dopo pranzo. Questa condizione, chiamata IGT o alterata tolleranza ai carboidrati, comporta da sola un serio rischio cardiovascolare, afferma Antonio Ceriello che per primo ha parlato di ‘rischio post-prandiale’. Un concetto non difficile da digerire.
C’è iperglicemia e iperglicemia, e quelle che si manifestano a seguito dell’assunzione di carboidrati sono più ‘pericolose’ di altre. In estrema sintesi questa è stata l’intuizione di Antonio Ceriello e dei suoi collaboratori.
Le successive ricerche l’hanno confermata e oggi l’iperglicemia post-prandiale è considerata dalle principali Associazioni scientifiche un ‘fattore di rischio indipendente’.
Ceriello – napoletano, 51 anni – è considerato tra i massimi esperti di macroangiopatia diabetica. In particolare lui e i suoi collaboratori, (alla facoltà di Medicina di Udine dove insegna ma anche in Oklahoma, dove coordina un gruppo di studio presso la facoltà di Medicina dell’Università) sono punti di riferimento a livello mondiale sui meccanismi attraverso i quali l’eccesso di glucosio danneggia le arterie, in particolare la loro parete interna, avviando e velocizzandone il processo di occlusione. Tra i suoi meriti, raro fra gli scienziati, una grande chiarezza e la capacità di esprimere i concetti in maniera semplice ma non semplicistica.
Lei afferma che l’iperglicemia post- prandiale è un ‘fattore di rischio indipendente’ ai fini cardiovascolari e microvascolari. Che cosa vuol dire?
Fattori di rischio cardiovascolari sono quegli stili di vita, come la sedentarietà, quelle condizioni, come la pressione alta, o patologie, come il diabete, ai quali corrisponde una aumentata probabilità di sviluppare una cardiopatia.
Facciamo degli esempi...
Obesità, trigliceridi alti, colesterolo totale alto, HDL basso, pressione arteriosa alta, sedentarietà, fumo e iperglicemia sono tra i fattori di rischio dell’infarto e dell’ictus. E sono tutti fattori di rischio indipendenti.
Quindi avere delle glicemie più alte della media dopo i pasti rappresenta un rischio?
Sì. Fino a qualche anno fa una glicemia di 130 due ore dopo i pasti era considerata normale. Poi questa condizione è stata definita ‘intolleranza’ o ‘ridotta tolleranza al glucosio’ dall’inglese ‘Impaired Glucose Tolerance’ o IGT.
Possiamo definirla l’anticamera del diabete?
Sì, perché spesso precede un diabete franco. Attenzione però: sovente, a fronte di una ‘semplice’ IGT, si sviluppano una aterosclerosi avanzata o direttamente un infarto.
Sono molti questi casi?
Non possiamo saperlo perché la IGT è poco diagnosticata. Sappiamo però che il 50% delle persone che fanno un infarto aveva una ridotta tolleranza al glucosio.
Cosa si intende per ‘post-prandiale’?
Post-prandiale è un termine che va letto in senso ampio. Equivale a ‘dopo una assunzione di carboidrati’. Se questa avviene a pranzo, cena, colazione o fuori pasto (una colazione o merenda molto generosa, una bibita zuccherata) il risultato sarà sempre un innalzamento rapido della glicemia.
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Ultima modifica: marzo 2005
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