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ALIMENTAZIONE

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Glicemie: Attenzione agli sbalzi
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Sindrome metabolica e diabete: Ecco i nuovi farmaci
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Gli esercizi che fanno bene al cuore
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Alimentazione e gravidanza
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Quando e perché controllare la glicemia
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Consigli per i pasti

Primo trimestre
Nel I trimestre la nausea o il vomito portano a saltare o interrompere i pasti. Si consiglia quindi di suddividere il più possibile l’introito calorico, non bere acqua nei pasti (ma berne molta fuori dai pasti, buona abitudine da acquisire in prospettiva dell’allattamento al seno) e riservare alla fine del pasto eventuali vitamine e integratori.

Secondo trimestre
Nel II e soprattutto nel III trimestre, il metabolismo più veloce riduce l’intervallo ‘sopportabile’ fra un pasto e l’altro. Le ‘voglie’ notturne nascono spesso da leggere ipoglicemie. Si consiglia quindi di fare ogni giorno tre pasti e almeno tre spuntini uno dei quali il più tardi possibile prima di andare a letto.

Terzo trimestre
Nel III trimestre la placenta rialza il diaframma riducendo le dimensioni dello stomaco. Ci si sente sazi troppo presto. Oltre a suddividere i pasti si consiglia di masticare a lungo prima di deglutire, in modo da facilitare il lavoro dello stomaco, ed evitare di coricarsi immediatamente dopo il pasto.

NON É VERO CHE
Diverse false credenze (che forse avevano un nei secoli in cui l’alimentazione era scarsa e di cattiva qualità) circolano a proposito della gravidanza. In realtà non è affatto vero che:

  • La donna in attesa deve mangiare per due.
    L’alimentazione può e deve essere normale. Durante la gravidanza è normale mettere su 10-15 chili. L’aumento fisiologico è solo di 7-8 chili. Ingrassare non è necessario, anzi è pericoloso.

  • Un neonato grasso è più sano.
    Pesi superiori ai 4 chili alla nascita, oltre ad avere richiesto parti difficili o rischiosi, sono associati a un maggior rischio di obesità o dismetabolismi in età adulta.

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Ultima modifica: luglio 2005

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