
Efisio Cossu, responsabile del Centro di Diabetologia e Malattie Metaboliche del Policlinico Universitario di Cagliari.
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Un coagulo di motivi per curarsi meglio
Nella persona sovrappeso o iperglicemica il complesso sistema della coagulazione è alterato e questo causa o aggrava l’aterosclerosi. Per fortuna è possibile intervenire in molti modi.
La coagulazione (emostasi) del sangue è un complesso meccanismo fisiologico che permette di evitare fenomeni emorragici o che li arresta quando questi si verificano per cause esterne.
Per la persona con diabete, come è noto, il rischio principale è l’aterosclerosi, la chiusura progressiva delle arterie. «Un’alterazione del normale sistema emostatico», spiega Efisio Cossu, responsabile del Centro di Diabetologia e Malattie Metaboliche del Policlinico Universitario di Cagliari «determina una condizione di ipercoagulabilità e quindi di rischio trombotico».
Il rischio
E questo rischio è più forte nelle persone con diabete o sovrappeso. «Il processo aterosclerotico caratterizzato da una infiammazione cronica delle pareti dei vasi, è sostenuto infatti da molteplici fattori fra cui l’iperglicemia, l’insulinoresistenza tipica del soggetto obeso, dislipidemia, ipertensione arteriosa», precisa Cossu che è docente presso le scuole di specializzazione in Medicina Interna, Geriatria, Nefrologia nell’Università di Cagliari.
Nei punti dove è danneggiato, l’endotelio, che costituisce il rivestimento interno del vaso sanguigno, «attiva il sistema coagulante favorendo la formazione di un coagulo di fibrina, l’adesione delle piastrine alla parete vasale e la loro aggregazione», continua Cossu.
Semplifichiamo
Per semplificare si potrebbe dire che la parte del vaso ispessita dal processo aterosclerotico si comporta come se fosse stata ferita o lacerata. Solo che invece di rimarginare una ferita il sistema coagulativo forma dei trombi che riducono ulteriormente il diametro dell’arteria.
«Si viene a creare all’interno del vaso sanguigno un coagulo costituito da una rete di fibrina all’interno della quale rimangono imprigionati i globuli rossi; tale rete viene rafforzata dalle piastrine aggregate. Il processo estremamente complesso conduce alla costituzione di un trombo che può ostruire il vaso o essere friabile e liberare emboli che vanno a chiudere vasi più piccoli a valle del trombo» continua Cossu.
Questi fenomeni sono più precoci e gravi nei soggetti diabetici. «Nella persona con diabete si attiva più facilmente la coagulazione e si riduce invece la fibrinolisi, cioè quei meccanismi che portano alla dissoluzione del coagulo e alla ricanalizzazione del vaso sanguigno. La bilancia emostatica, che nel soggetto sano deve rimanere in equilibrio fra attività della coagulazione e della fibrinolisi, è nel soggetto diabetico fortemente spostata verso una condizione trombotica» nota il diabetologo cagliaritano.
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Ultima modifica: novembre 2005
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