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Anoressia e bulimia: cosa sono, come si curano

Di anoressia soffre almeno l'1% degli adolescenti italiani. La meno conosciuta bulimia, ovvero la tendenza a mangiare ossessivamente tranne poi indursi a vomitare poco dopo, è molto più frequente.
«Le anoressiche o le bulimiche ufficialmente diagnosticate e curate sono solo la punta di un iceberg», spiega Fabiola De Clercq, parlando al femminile visto che la stragrande maggioranza delle persone colpite da queste patologie sono ragazze o donne.
Frequentissime sono le forme 'lievi', che consistono in una 'semplice', ma eccessiva preoccupazione per il proprio peso e l'autoimposizione di diete draconiane, così come la fame compulsiva che coglie il paziente magari nel cuore della notte e lo porta a svaligiare il frigorifero nutrendosi disordinatamente di tutto ciò che trova.
Secondo la De Clercq l'anoressia-bulimia «sono una sorta di 'cura autoindotta', una strategia che il soggetto mette in atto per proteggersi e differenziarsi, per staccarsi dai genitori o dal fidanzato-marito, troppo presente o troppo assente: un modo per realizzare la propria identità».

Con amore e qualche aiuto
La terapia dell'anoressia-bulimia, a parte gli interventi clinici che possono rendersi necessari nelle fasi acute, avviene tramite la psicoterapia, lasciando in secondo piano la questione del peso e del cibo.
Alcuni centri prevedono terapie che coinvolgono tutta la famiglia, altri centri privilegano i colloqui individuali, altri ancora gli incontri fra gruppi di persone con il medesimo problema.
Fabiola De Clercq, presidente dell'Aba, non sottovaluta certamente l'aspetto psicanalitico dell'anoressia-bilumia, ma punta il dito anche sulla componente sociale. A suo parere oggi le donne sono immerse in una 'cultura anoressica-bulimica'; in una società che da una parte impone modelli estetici dove la bellezza è sinonimo di estrema magrezza; dall'altra propone modelli di comportamento nei quali «per essere amati dobbiamo possedere, acquisire, consumare». Nell'esperienza di Fabiola De Clercq, che ha intitolato Fame d'amore il suo ultimo libro (Rizzoli editore), "la 'cura' migliore e definitiva per l'anoressico-bulimico è l'esperienza salvifica dell'essere amati, l'accettarsi attraverso l'accettazione dell'altro".

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Ultima modifica: aprile 1999

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