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Alta tensione

La pressione aumenta significativamente il rischio di complicanze. Ma controllarla non è difficile
L'ipertensione è una condizione che compare frequentemente nei soggetti diabetici, in particolare di tipo 2.
Questa associazione tra 'pressione alta' e diabete è dovuta in parte a un complesso di cause comuni, in parte a meccanismi attraverso i quali il diabete porta all'ipertensione. I complessi meccanismi di regolazione metabolica a livello cellulare e centrale che regolano il diabete e la pressione sanguigna sono oggetto di complessi e affascinanti studi.
Al paziente diabetico e iperteso interessa sicuramente sapere che avere la pressione alta non è affatto una bella cosa. Numerosi studi (come il DCCT e il famoso UkPds citato nello scorso numero di Modus) hanno chiaramente dimostrato una significativa correlazione fra l'ipertensione e le complicanze croniche del diabete (nefropatia, retinopatia e angiopatia).
Per citare dei dati, nei diabetici in cui la pressione non è ben controllata, il rischio di infarto e di ictus è di sei volte superiore alla media. Nei casi in cui, invece, la pressione è ben controllata le complicanze vascolari e microvascolari (nefropatia e retinopatia) si riducono dal 24 al 56%.
Per non correre rischi, la pressione arteriosa non dovrebbe superare 140/90 meglio ancora 135/85. Un obiettivo che nella maggior parte dei casi può essere raggiunto aumentando l'attività fisica, riducendo il sale nei cibi e soprattutto controllando il proprio peso corporeo.

Ipoglicemia nei trapiantati... non esageriamo
Come ogni opzione terapeutica, il trapianto di pancreas ha i suoi svantaggi, ma il rischio di improvvise crisi ipoglicemiche non è fra questi. Uno studio svolto dalla University of Minnesota conferma che le crisi ipoglicemiche accusate da pazienti trapiantati corrispondono a una caduta particolarmente marcata dei livelli di glucosio, ma "non rappresentano un problema molto significativo dal punto di vista clinico".

Fumare fa male ai reni
È un maschio, fuma e non attua uno stretto autocontrollo della glicemia . Ecco l'identikit del diabetico candidato a sviluppare stati più o meno gravi di nefropatia. Lo studio condotto dalle Università di Helsinki in Finlandia e di Lund in Svezia ha seguito un campione di 108 diabetici 'coi reni sani' vale a dire che non presentavano albuminuria. Dopo nove anni le tre categorie sopra indicate hanno sviluppato più facilmente patologie renali. Il meccanismo attraverso il quale il fumo e lo scarso controllo glicemico danneggiano i reni è chiaro.
Meno chiara la ragione per cui i maschi sono più a rischio delle femmine.

Gli ormoni in menopausa aiutano anche le donne diabetiche
Nelle donne la menopausa coincide con un netto aumento del rischio di malattie cardiovascolari. Una terapia sostitutiva a base di ormoni aiuta, è ormai provato, a ridurre questi rischi. Ciò vale anche per le donne diabetiche? La risposta data da uno studio condotto in cinque Università americane su 623 donne è "sì: i benefici sono gli stessi". Le donne che avevano assunto ormoni dopo la menopausa avevano l'arteria carotidea molto meno spessa delle altre. Lo spessore della arteria carotidea è insieme un fattore di rischio in sé (ictus cerebrale) e un indizio di arteriosclerosi.

Ultima modifica: aprile 1999

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