La rivoluzione striscia
Grazie a lei il paziente diabetico ha ripreso il controllo su se
stesso. È tornato a essere un uomo libero. Ma cosa si nasconde dietro
la striscia per l'autocontrollo della glicemia?
Quasi quaranta anni fa, una piccola invenzione iniziò a cambiare
la vita dei pazienti diabetici. Nel 1960 vide infatti la luce la prima
'striscia' a lettura visiva (BM-Test BG) per l'autocontrollo
della glicemia. Oggi nessuno si sognerebbe di servirsi di quei primi prototipi
imprecisi, difficili da usare. Tuttavia una strada era aperta. Circa
trenta anni fa apparvero i primi sistemi capaci di misurare oggettivamente
il cambiamento di colore delle strisce associandolo a un livello preciso
di glicemia.
Alcune case farmaceutiche compresero che la 'striscia' era il primo
passo verso una generazione di prodotti che avrebbero migliorato radicalmente
la qualità della vita dei malati cronici e il loro rapporto con
la patologia.
Liberi di controllarsi
Grazie alla 'striscia', o per meglio dire grazie al 'sistema' costituito
da pungidito, striscia e misuratore, il diabetico può oggi verificare
quando desidera il livello degli zuccheri nel sangue, controllando le
scelte (di alimentazione, di attività fisica, di terapia) fatte
e modificando su questa base, per esempio, la quantità di insulina
da iniettare, le attività da svolgere e così via. Riacquisisce
insomma il controllo su se stesso. Torna a essere un uomo libero, certo
con qualche seccatura in più, ma non più schiavo del proprio
pancreas.
Il progresso è stato lento. Le prime strisce cambiavano colore
a seconda del livello di glucosio, ma toccava al paziente associare
il colore a un determinato livello di glicemia.
Ci si impegnò per sostituire al controllo visivo una misurazione
'oggettiva' e accurata paragonabile per affidabilità ai test
di laboratorio. Ci si riuscì venticinque anni or sono quando,
nel 1974, arrivò sul mercato il primo sistema composto da una
striscia e da uno strumento di lettura (Reflotest glucosio).
Nella seconda metà degli anni '70 e negli anni '80 i progressi
sono avvenuti in termini di precisione e accuratezza della misurazione.
Raggiunto questo risultato ci si è posti l'obiettivo di risolvere
i problemi e le scomodità che l'automisurazione creava nell'utilizzo
reale da parte dei pazienti.
Seguito dell'articolo
Come funzionano i lettori delle strisce
Ultima modifica: aprile 1999
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