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Riflettometri e potenziometri:
Come funzionano i sistemi di autocontrollo della glicemia
I reflettometri
Esistono sul mercato due tecnologie di misurazione della glicemia. Nella
tecnologia classica o reflettometrica la striscia funziona un po' come
una cartina tornasole: filtrato dallo strato superiore della striscia,
il sangue scende in quello inferiore. L'acqua contenuta nel siero attiva
una serie di reazioni chimiche l'ultima delle quali colora la superficie
intermedia della striscia: tanto maggiore è la concentrazione
di glucosio nel sangue tanto più scura diventa la striscia.
Ma 'quanto' è scura la striscia? Per valutarlo è opportuno
un sistema oggettivo. Se la striscia è bene inserita nel supporto,
la parte in cui è avvenuta la reazione si trova sopra uno o due
piccoli diodi luminosi; questi proiettano una luce che si dirige verso
l'alto e quando incontra l'area di reazione viene in parte assorbita,
in parte rifratta. Tanto più scura sarà la striscia tanto
minore sarà la percentuale di luce rifratta.
Questa viene riflessa su un sensore al silicio, simile a quelli usati
dai mirini elettronici delle telecamere e delle macchine fotografiche
più avanzate. Il sensore analizza la luce rifratta non una ma
più volte, a intervalli di un secondo. La reazione chimica che
avviene nella striscia è infatti un work in progress. Il sistema
legge i valori e attende che questi siano giunti a un livello di equilibrio
(tre valori consecutivi eguali) per riportarli sul display.
I potenziometri
La seconda tecnologia, quella potenziometrica, consiste invece nel mettere
a contatto il glucosio con un reagente che ne rende instabile la composizione
elettrochimica. L'incontro fra il glucosio e il reagente provoca insomma
una 'corrente elettrica', per essere più precisi, una differenza
di potenziale, che è possibile misurare con un amperometro. La
corrente è tanto più intensa quanto maggiore è
il contenuto di glucosio nel sangue. Anche in questo caso un lettore
misura la corrente e definisce il livello di glicemia corrispondente.
Ti voglio facile
È un sondaggio spontaneo organizzato da un sito internet americano
dedicato ai diabetici, intitolato 'Meter Mania' (passione per i misuratori).
Chi si collega alla pagina
http://www.onhealth.com/ch1/condctr/diabetes/ content/0,1260,64,00.htm
può partecipare e indicare l'elemento a suo parere più
importante nella scelta di un sistema di autocontrollo della glicemia.
I dati sono automaticamente aggiornati. Cosa emerge dal sondaggio? Tolti
dal computo gli aspetti economici (la 'mutua' negli Usa non garantisce
la copertura delle spese a tutti), la classifica vede al primo posto
la facilità d'uso (31%) seguita dalla comodità col 21%.
La possibilità di memorizzare un grande numero di letture precedenti
(16%) è considerata più importante delle dimensioni del
misuratore (14%). All'accuratezza delle misurazioni ha pensato solo
il 13% tra quanti hanno risposto. Segno che questa caratteristica è data
per scontata.
Curioso il fatto che in un Paese informaticamente molto avanzato e dove
i produttori dedicano grande attenzione a questa possibilità,
solo il 5% degli interessati ritenga importante la possibilità
di scaricare su personal computer le letture effettuate.
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Ultima modifica: aprile 1999
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