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Carolina Bonafede psicologa, psicoterapeuta, psicodrammista specialista in gruppi
Il diabete in coppia

Molte persone con diabete lamentano problemi di coppia. Difficoltà sessuali e con il partner possono quindi essere una complicanza del diabete? Difficile rispondere, perché questi problemi sono ormai comuni in tutte le coppie e le persone. Ci sono però delle caratteristiche specifiche: nelle coppie dove uno dei due ha il diabete...

«Molte persone con diabete testimoniano problematiche di coppia. Non credo che le difficoltà incontrate da persone e coppie con diabete siano più frequenti o più importanti rispetto a quelle che si possono riscontrare in alcuni altri soggetti», nota Donatella Mereu che, come psicologa e psicoanalista, si occupa di cura e prevenzione della patologia psichiatrica nel bambino e nell’adulto, di ricerca e formazione in ambito neuro-psicanalitico e di psicosomatica.

Essere una coppia
Far parte di una coppia pone problemi di ruoli, di spazi individuali e comuni. La coppia alle volte obbliga a scelte difficili: nelle generazioni precedenti il giovane passava dalla convivenza con i genitori a quella con il partner, oggi hanno assunto un grande valore l’autonomia, la libertà, l’autodeterminazione e la realizzazione di sé. Questi aspetti si riflettono nella vita sociale, affettiva e relazionale in genere. Fare coppia significa restringere lo spazio a propria disposizione, dover condividere sempre di più quello che si ha e rinunciare a una parte di sé, che nascano dei conflitti è quasi inevitabile.

Essere una coppia con diabete
«Esistono però degli aspetti caratteristici più frequenti, se non tipici delle coppie con diabete», continua Carolina Bonafede psicologa e psicoterapeuta. Il dialogo e il conflitto in una relazione umana e quindi in una coppia si svolge di rado su ‘fatti’; quasi sempre in gioco ci sono le rappresentazioni, vale a dire le interpretazioni, le fantasie, le attese di ciascuno.
«Se subentra una condizione ‘medica’ che influenza inevitabilmente i gesti della quotidianità, può farsi strada l’idea che esista nella coppia qualcosa di non più modificabile, di ‘oggettivo’ e reale che si introduce con prepotenza tra i partner a volte limitandone le potenzialità comunicative: è arrivato il terzo incomodo», nota Carolina Bonafede terapeuta di gruppo e psicodrammatista che collabora con associazioni di pazienti diabetici sia a Padova, dove risiede, sia in tutta Italia.
«Insomma la ‘coppia con diabete’ non può scegliere e trova difficile cambiare il terreno principale del suo conflitto, questo è dato, è ‘deciso’ dal partner che vive la condizione».
«Di grande rilievo in queste coppie», sottolinea Donatella Mereu, «è il ‘guadagno secondario’ dato dal diabete che può essere utilizzato, più o meno consapevolmente, per centrare l’attenzione sulla persona con diabete, e i suoi bisogni, o strumentalizzandola con modalità regressive».

Il confronto con i genitori
Un secondo aspetto è la difficoltà che si riscontra nel rapporto d’identificazione con le figure genitoriali. «Tutti nella nostra evoluzione facciamo riferimento alle figure genitoriali che abbiamo interiorizzato e questo processo di identificazione, che magari è latente, diventa visibile quando la persona entra in una coppia o quando la coppia decide di avere dei figli», nota Donatella Mereu che, insieme a Carolina Bonafede, ha tenuto il primo di questi Week-end della Salute organizzati da Accu-Chek Friends dedicati appunto al ‘diabete in coppia’.
Se, come più spesso accade, i genitori del partner con diabete non hanno il diabete, il confronto tra genitori e figli «può dar luogo a sensazioni di inadeguatezza che si rifletteranno sulla difficoltà ad assumere un ruolo genitoriale», come la definisce Carolina Bonafede, «nei maschi si nota una frequente difficoltà a creare e mantenere rapporti di coppia stabili. Tra le femmine invece una ritrosia a progettare una maternità».
Su quest’ultimo aspetto pesa anche l’assurda convinzione che una donna con diabete non dovrebbe cercare di diventare madre.
Ciò detto, esistono anche moltissime situazioni nelle quali, la presenza di una persona con diabete nella coppia diviene un pilastro della convivenza: «Può divenire un ‘segreto’ della coppia che dà luogo a tanti piccoli stratagemmi e a una forte complicità fra i partner, ma», afferma Donatella Mereu, che si occupa di cura e prevenzione della patologia psichiatrica nel bambino e nell’adulto, «non può e non deve essere l’unico perno di una relazione».

La suddivisione dei poteri
Avviene infatti spesso nelle coppie dove uno dei due partner ha un problema di salute, uno sbilancio, una divisione dei poteri. «La persona che tende a sottovalutare il diabete e a eludere le esigenze della cura, trova spesso nel partner una figura sostitutiva genitoriale, che si assume per lui funzioni di controllo. Ma accade anche che, viceversa, un atteggiamento molto ligio e auto-limitante nei confronti della terapia porti il partner a svolgere la funzione eversiva: a cercare di aprire degli spazi di libertà», ricorda Donatella Mereu.
Nei Weekend della Salute dedicati alla coppia, durante gli incontri riservati ai partner delle persone con diabete , «è stata molto ben accolta la proposta di parlare non del diabete, non della salute di una persona, ma di salute di coppia. Questo è forse il consiglio che si può dare a tutte le persone con diabete e ai loro partner: andare oltre al diabete, decentrare le ansie. Non preoccuparsi solo del pancreas che manca, ma del corpo che c’è, agisce ed è soggetto e oggetto di desiderio e di amore. Vedere se stessi come un insieme inestricabile di mente e corpo, soprattutto vedere se stessi non come persone con diabete, ma come persone» conclude Carolina Bonafede.

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Ultima modifica: novembre 2006

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