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Lucilla Petrucci diabetologo presso il servizio di diabetologia dell’Ospedale Regina Apostolorum di Albano Laziale.
Tutto sott'occhio

L’suo degli strumenti rende sempre più semplice curare la malattia.

IL ‘FILM’ DELL’INSULINA
Anche i dati provenienti dal microinfusore possono essere trasferiti ad Accu-Chek Smart Pix, senza fili né software da installare e semplicemente premendo un tasto.
In questo modo sullo schermo di qualunque PC si potrà visualizzare in vari modi il ‘film’ dell’infusione di insulina delle ultime 24 ore, della settimana o del mese precedente, attraverso grafici che mostrano ora per ora le basali, i boli e tutto quanto riguarda l’infusione di insulina.

Doppia utilità
«Strumenti come questo hanno una doppia utilità», spiega Lucilla Petrucci diabetologa presso il Servizio di diabetologia dell’Ospedale Regina Apostolorum di Albano Laziale (Roma): «da una parte aiutano il medico a rendere più veloce ed efficace il processo di definizione dello schema insulinico, identificando prima e meglio la basale più corretta per il paziente (un processo che a volte richiede diverse settimane e numerosi incontri); dall’altra gli permettono di intervenire con più sicurezza nell’adeguare le basali all’evoluzione delle abitudini di vita del paziente».
Con Accu-Chek Smart Pix è infatti possibile vedere esattamente come ha operato, giorno per giorno e ora per ora, il microinfusore (se si tratta di un modello Accu-Chek Spirit o Accu-Chek D-Tron Plus). «Il diabetologo può guardare il ‘film’ del paziente identificando anche utilizzi non adeguati dello strumento, che altrimenti magari non sarebbero emersi nel corso della visita», nota la diabetologa romana che ha sperimentato Accu-Chek Smart Pix prima che lo strumento venisse distribuito ai Centri e alle Farmacie di tutta Italia.

Facilitare il dialogo
«In secondo luogo», continua la Petrucci, «soprattutto correlando i dati insulinici con quelli provenienti dal lettore della glicemia (sempre utilizzando Accu-Chek Smart Pix), è possibile spiegare alla persona con diabete perché si è deciso di cambiare lo schema insulinico, ad esempio si è pensato di ridurre la basale in certe ore, o perché gli si consiglia di effettuare i boli in un certo modo. Mi ricordo che imparavo molto quando i miei insegnanti correggevano davanti a me i miei elaborati, spiegandomi le ragioni delle loro correzioni. Ecco, con questo strumento accade qualcosa di simile: la ‘correzione’ della terapia diventa un’utile occasione di insegnamento e, in fondo, di incontro con il paziente», conclude la Petrucci.

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Ultima modifica: gennaio 2007

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