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Salvatore Italia, responsabile dell’Unità di Endocrinologia e Malattie Metaboliche dell’Azienda ospedaliera Umberto I di Siracusa.
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Bocciati all’orale
Le persone con diabete rischiano di sviluppare infiammazioni alle gengive che possono portare alla caduta di denti anche perfettamente sani e rendere difficile sostituirli con delle protesi.
L’infiammazione delle gengive o parodontite è a tutti gli effetti una complicanza del diabete. «Nelle persone con diabete mal controllato le infezioni alle gengive sono più frequenti, più serie e più resistenti alle cure», spiega Salvatore Italia, responsabile dell’Unità di Endocrinologia e Malattie Metaboliche dell’Azienda ospedaliera Umberto I di Siracusa. La spiegazione è semplice: i capillari della gengiva si occludono e rendono difficile all’organismo rispondere alla aggressione di microbi e batteri. La gengiva si infiamma provocando la parodontite.
La parodontite è un problema più serio della ‘classica’ carie. La gengiva infiammata tende prima a ingrossarsi e a perdere sangue, poi, proseguendo l’infezione, si ritrae scoprendo una parte maggiore del dente (i ‘denti lunghi’ sono uno dei segni classici della gengivite insieme al sanguinamento delle gengive).
Senza appoggio
Perdendo l’appoggio della gengiva, il dente inizia a ballare e può cadere. «Ma i denti cadono anche perché l’infiammazione dalla gengiva si estende allo strato osseo nel quale è incastonata la radice del dente. In pratica, denti sanissimi possono cadere perché perdono il loro ancoraggio alla mascella e non perché siano rovinati al loro interno», spiega Italia.
Anche quando non cadono e non ‘ballano’, i denti possono perdere facilmente l’allineamento ideale, il che rende meno efficace la masticazione, portando a uno squilibrio di tutta la dentatura. In presenza di una gengivite anche le protesi tendono a perdere aderenza o a cadere.
I denti ‘persi’ non sono facilmente sostituibili con delle protesi. «L’osso infiammato potrebbe non reggere nemmeno l’ancoraggio della protesi», sottolinea il diabetologo siracusano, «e occorre comunque grandissima perizia e attenzione per lavorare su una gengiva infiammata». Insomma vale proprio la pena di prevenire o di risolvere velocemente questo ti-po di complicanza.
Il primo passo è una igiene orale accurata; «occorre farsi spiegare bene dal dentista come tenere puliti i denti, non basta spazzolare la loro superficie esterna», afferma Italia, attento studioso della storia naturale del diabete di tipo 2; «bisogna usare il filo interdentale ed effettuare più di una volta l’anno l’ablazione del tartaro».
Riequilibrare la glicemia
Nello stesso tempo occorre riportare in equilibrio la glicemia. «Ovviamente i problemi alla bocca rappresentano una ragione in più per eliminare tutti i cibi ad alto contenuto di zuccheri, per non fumare o per smettere, e per tenere la glicemia sotto controllo», continua il diabetologo di Siracusa, «da ultimo bisogna tener presente che una parodontite o un granuloma possono innalzare la glicemia. Ritraendosi la gengiva forma delle ‘borse’ o ‘tasche’ nelle quali può svilupparsi un altissimo contenuto batterico anche senza che il paziente rilevi sintomi o dolori».
In questi casi il paziente convive con una infezione cronica, della quale non si accorge, «ma che ha gli stessi effetti sull’organismo di una cistite o di una bronchite, fra i quali il rilascio di ormoni iperglicemizzanti», afferma Italia, laureato e specializzato in Endocrinologia e in Diabetologia a Catania. «Si crea così un circolo vizioso: l’infezione altera l’equilibrio glicemico e questo a sua volta rende più probabile una infiammazione nel cavo orale». Un altro circolo vizioso si crea nel paziente, che avendo una dentatura meno salda o incompleta, è meno portato ad utilizzare frutta o verdura nella sua alimentazione, e rinuncia così ad alimenti che potrebbero aiutarlo a mantenere sotto controllo il diabete.
Scarsa salivazione
Meno comuni della gengivite, ma comunque più frequenti nelle persone con diabete che nel resto della popolazione, sono condizioni come la xerostomia o sindrome della bocca asciutta (si fa fatica a parlare e a mangiare perché c’è poca saliva), la fungosi da Candida o Monilia (caratterizzate da macchie bianche sulla lingua o sulla parte interna delle guance) o l’infiammazione delle ghiandole salivarie. Queste ultime in particolare possono avere effetti iperglicemizzanti sull’organismo.
«In effetti noi diabetologi a volte non pensiamo abbastanza spesso che una infezione al cavo orale possa essere la causa di un improvviso e duraturo squilibrio glicemico, forse per un senso latente di colpa. L’assistenza del Servizio sanitario nazionale non si estende, infatti, se non di rado, alle cure dentarie, nemmeno quando sono una complicanza del diabete», conclude il responsabile dell’Unità operativa di endocrinologia e malattie metaboliche di Siracusa.
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Ultima modifica: marzo 2007
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