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FARMACIA

Sommario 

Non diamo un vantaggio al diabete
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Perché controllare la glicemia
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La molla della motivazione
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Microinfusori, lo dice il dottore
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Bocciati all’orale
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Il farmacista fa parte del team
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Contare sulla liberta’
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Damiano Degrassi (a sinistra), fa parte del consiglio di presidenza di Federfarma e dirige la sezione regionale Friuli dell’Associazione che riunisce i titolari di farmacie. A destra Claudio Noacco, direttore dell’Unità di diabetologia dell’Azienda Ospedaliera-Universitaria di Udine, già presidente della Associazione Medici Diabetologi.
Il farmacista fa parte del team

Il farmacista è davvero vicino alla persona con diabete. È competente e ben informato su tutte le sue esigenze di salute. Potrebbe svolgere un ruolo più attivo aiutando il suo cliente nelle sfide di ogni giorno? Sì, purché le sue indicazioni siano coordinate con quelle del Team diabetologico.

Gli incontri con il Team diabetologico, le ‘visite’ insomma, sono il momento centrale nella gestione del diabete. Ma fra una ‘visita’ e l’altra passano almeno tre, spesso sei mesi. Ogni giorno ci sono tante scelte da fare, dubbi da sciogliere, incertezze da superare.
Le 16 mila farmacie italiane possono dare un supporto alla persona con diabete?
«Certamente sì», risponde Damiano Degrassi, componente del consiglio di presidenza di Federfarma, l’associazione di categoria dei titolari di farmacia italiani. «Ogni giorno tre milioni di persone entrano in una farmacia. Siamo vicini ai clienti e non solo in senso geografico. Una farmacia è aperta al pomeriggio, la sera, la notte, ci sono sempre farmacie di turno».
Cosa può chiedere la persona con diabete al suo farmacista? La risposta in sintesi è “sempre di più”. «In questa fase storica noi farmacisti desideriamo con forza riscoprire e far conoscere il nostro ruolo di professionisti della salute al servizio del cittadino», nota Consolato Tito Arcudi, presidente regionale di Federfarma in Calabria.


Consolato Tito Arcudi, Presidente della Federfarma.
Il supporto dei farmacisti
Già da tempo molti farmacisti aiutano i loro clienti, per esempio spiegando come usare al meglio le strisce e i lettori per l’autocontrollo o come fare le iniezioni di insulina. Nozioni che vengono sicuramente impartite dal Team ma che hanno bisogno di essere ‘rinfrescate’ ogni tanto. A questo si aggiungono consigli nutrizionali, in materia di prevenzione, sugli effetti dei farmaci e qualche test diagnostico in farmacia.
Per dare di più, per divenire un nodo della rete di sostegno alla persona con diabete occorre però un sempre maggiore coordinamento fra farmacie e medici specialisti. «Il paziente che si muove sul territorio in un percorso terapeutico assistenziale», nota Adolfo Arcangeli, presidente eletto della Associazione Medici Diabetologi, «deve avere una univocità di risposte. Ciò significa impegnarsi tutti, nel rispetto dei ruoli e delle specificità di ciascuno: specialista, medico di Medicina generale e farmacista per condividere un messaggio corretto e appropriato». «Insomma lo specialista e il farmacista devono ‘parlare con una voce sola’ e per far questo è necessario un coordinamento che deve assumere delle forme concrete, mettendo a frutto anche la ricchezza data dalle metodologie che la AMD ha sviluppato nella formazione» commenta Giovanni Perrone, responsabile del gruppo Diabete e Territorio della AMD.

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Ultima modifica: marzo 2007

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