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Le conseguenze del diabete

Una persona con diabete su cinque soffre di apnea notturna ostruttiva. Ovviamente non è un caso: obesità e sovrappeso sono fra le cause sia del diabete di tipo 2 sia dell’apnea notturna ostruttiva. Risolvendo l’apnea notturna, la persona con diabete non solo riesce a normalizzare le glicemie notturne ma spesso riprende con maggiore facilità il controllo glicemico durante la giornata.
L’organismo reagisce infatti al blocco temporaneo della respirazione con una ‘frustata’ di adrenalina, cortisolo e glucagone nell’organismo, ormoni che hanno l’effetto di alzare in modo rilevante la glicemia.
Insomma la risoluzione dell’apnea notturna ostruttiva potrebbe valere da sola uno o due ‘punti’ di emoglobina glicata. «Senza contare», interviene Eros Barantani, endocrinologo presso l’Irccs Auxo-logico di Piancavallo «gli effetti positivi sul compenso pressorio e sul ritmo cardiaco».
È interessante notare che l’apnea notturna ostruttiva è presente nel 10% delle persone con ‘pre diabete’, vale a dire che a digiuno trovano difficile mantenere la glicemia sotto i 110 mg/dl (pur rimanendo sotto la soglia ufficiale di 126 mg/dl). Ovviamente non è l’apnea notturna a causare il diabete «ma non si può escludere che lo scompenso metabolico provocato durante la notte dai continui cicli di quasi soffocamento e risveglio crei una sorta di ‘corsia preferenziale’ o comunque renda più scivolosa e ripida la discesa dalla intolleranza ai glucidi al diabete vero e proprio», conclude Eros Barantani.

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Ultima modifica: luglio 2007

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