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MICROINFUSORI

Sommario 

La paura di andare sotto
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Autocontrollo a due dimensioni
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Una visita efficace
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Come restare con i piedi per terra
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C’è una palestra nella ricetta
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Ricomincio dal set
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Un campo scuola per i genitori
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Semplice come bere un bicchier d’acqua
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Mario Pupillo, responsabile dell’Unità operativa di Diabetologia dell’Ospedale di Lanciano.
Ricomincio dal set

La manutenzione del microinfusore è molto importante.

È doloroso?
La sensazione iniziale nell’inserire l’agocannula è che sia più invasiva dell’ago da siringa e, in effetti, le dimensioni sono differenti. In poche settimane però le cose cambiano.
«Premesso che con il microinfusore le punture sono due o tre alla settimana contro le tre-cinque iniezioni al giorno della terapia tradizionale, non direi che inserire il set di infusione sia più doloroso di una iniezione», nota Luigia Milano. «sicuramente all’inizio fa più impressione e rimane – anche una volta acquisita una certa manualità – un’operazione più lenta, da fare con maggiore at-tenzione rispetto alla classica iniezione». Se a una persona allenata basta un minuto per iniettare l’insulina, il cambio del set di infusione richiede quattro-cinque minuti di at-tenzione.

Riempire il catetere.
Il catetere è un tubicino trasparente e flessibile lungo da 30 a 120 centimetri che collega il microinfusore all’agocannula. «Quando il catetere viene sostituito occorre mettere in ‘modalità stop’ il microinfusore e riempirlo. Generalmente sono necessarie 15-30 u-nità, a seconda della lunghezza del catetere», ricorda Angelo De Luca.
Con alcuni modelli di microinfusore è sufficiente impostare la funzione di riempimento del set d’infusione, con altri il riempimento è manuale. È importante ricordare che il catetere va riempito prima di essere collegato all’agocannula. «Sia che si usi un catetere nuovo, sia che si mantenga quello precedente, occorre seguire con attenzione il flusso dell’insulina nel catetere fino a quando non la si vede gocciolare dalla punta del catetere, e bisogna accertarsi che non siano presenti bolle d’aria», sottolinea Pupillo.


Angelo De Luca, operatore sanitario del Team di Lanciano.
Scegliere e ruotare il sito d’infusione.
Generalmente l’agocannula viene inserita nello strato di grasso sottocutaneo addominale. Lo strato non dovrà essere troppo spesso perché questo rallenterebbe l’assorbimento dell’insulina; la persona con diabete in sovrappeso che porta il microinfusore potrà quindi preferire siti più esterni, sopra le anche, per esempio.
Meglio non applicare il set in corrispondenza della cintura dei pantaloni o dell’elastico di una gonna: la pressione o lo sfregamento potrebbero interrompere il flusso dell’insulina o staccare il set. «Le regole sulla rotazione del sito di iniezione apprese e messe in atto con la classica terapia multiiniettiva valgono anche per la rotazione del sito di infusione con la terapia con microinfusore.

Rotazione dei siti
La rotazione dei siti è più facile rispetto alla terapia multiiniettiva: bisogna scegliere 10-15 siti al mese contro i 100-150 della terapia insulinica tradizionale», ricorda Luigia Milano.
Quando sostituire l’agocannula e il catetere. Ogni quanto va cambiato il set di infusione? «Per quanto riguarda l’agocannula, ogni due giorni, massimo ogni tre», risponde Giuseppe Pipicelli, «chi la tiene più a lungo ri-schia infezioni o occlusioni che de-terminano iperglicemie e chetonuria. Per quanto riguarda il catetere si può sostituire ogni sei giorni, anche se è preferibile cambiare tutto il set insieme».
Ovviamente la frequenza può essere maggiore a seconda delle condizioni igieniche di vita e di lavoro, della persona, della maggiore o minore sensibilità della sua pelle. «In ogni caso l’agocannula va sostituita ogni volta che nel sito di infusione si riscontrano arrossamenti o rigonfiamenti, si registrano iperglicemie non altrimenti spiegabili, o si rileva la presenza di chetoni nelle urine», nota Pupillo.

Controllare il sito d’infusione
È buona norma controllare giornalmente il sito di infusione per essere sicuri che non vi siano segni d’infezione. Il cerotto che fissa l’agocannula copre la zona di infusione, ma in alcuni modelli è presente una ‘finestra’ trasparente che consente di vedere se nel punto in cui la cannula penetra nel sottocute sono apparsi segni di arrossamento o perdite di sangue o di pus.
L’arrossamento non è sempre segno di infezione: pelli delicate o facili alle reazioni allergiche possono essere irritate dal disinfettante, dalla plastica o dallo sfregamento del cerotto.
Nel dubbio, conviene comunque staccare il set d’infusione, disinfettare la zona, sostituire tutto il set e inserire l’agocannula in una zona lontana almeno cinque centimetri, utilizzando la massima attenzione.

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Ultima modifica: luglio 2008

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