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Marco Giorgio Baroni, responsabile della Diabetologia del Policlinico Universitario di Cagliari-Monserrato.
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L’anemia c’entra con il diabete
L’anemia può essere una complicanza del diabete correlata alle prime fasi di moderata nefropatia. Occorre quindi controllarla e intervenire, se necessario, per non aumentare ulteriormente il rischio cardiovascolare.
La persona anemica ha un numero ridotto di globuli rossi e, soprattutto, non dispone in modo sufficiente di una molecola, l’emoglobina, che le persone con diabete conoscono bene per altre ragioni. L’anemia si manifesta, generalmente, con sintomi quali stanchezza, debolezza, difficoltà di concentrazione o mal di testa. Chi soffre di una forma acuta di anemia ha sintomi più gravi come fiato corto e tachicardia.
L’anemia può avere molte cause, per esempio, «una graduale e lenta riduzione nel numero di globuli rossi può essere fisiologica nella persona anziana», nota Marco Giorgio Baroni, docente di Endocrinologia all’Università di Cagliari. Con il passare degli anni nel midollo osseo, la massa gialla grassa prende il posto di quella bianca che produce i globuli rossi. Inoltre, accade spesso che l’anziano abbia un recupero della capacità emopoietica del midollo osseo più lento, soprattutto a seguito di una malattia o di una infiammazione. «Questo tipo di anemie hanno la stessa probabilità di incidenza nell’anziano diabetico e non diabetico», sottolinea Baroni, «e non sempre vanno trattate».

Francesco Locatelli, responsabile del Servizio di Nefrologia dell’Ospedale Manzoni di Lecco, presidente della Società Europea di Nefrologia e docente di Nefrologia all’Università di Milano Bicocca.
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Manca il ferro
Nelle persone non anziane la causa più probabile di un’anemia moderata o rilevante è una deficienza di ferro. Il ferro è necessario per produrre i globuli rossi. Una dieta poco varia potrebbe non garantire il necessario apporto di ferro. Altra eventualità può essere la difficoltà di assorbimento a livello intestinale: il morbo di Crohn e, soprattutto la celiachia non controllata, portano appunto a carenze di ferro (ferropenia). Può causare anemia anche una carenza di vitamina B12 e di acido folico, ‘ingredienti’ importanti dei globuli rossi. Perfino i supplementi di calcio possono contrastare l’assorbimento di ferro attraverso l’alimentazione, per questo vanno presi lontano dai pasti che contengono ferro.
«Se la persona anemica ha una bassa sideremia (concentrazione di ferro nel sangue), per prima cosa deve assumere ferro per via orale», continua Baroni, «se questo non gli provoca dolori di stomaco e se non c’è uremia, altrimenti per via endovenosa». La supplementazione di ferro va stabilita dal medico, anche se questi prodotti sono reperibili senza ricetta. Le pillole a base di ferro vanno prese un’ora prima dei pasti o due ore dopo, a distanza di almeno 30 minuti da tè o caffè e di tre-quattro ore da antiacidi e gastroprotettori.
Se il ferro non basta
In alcuni casi, la supplementazione di ferro o terapia ‘marziale’, come si chiamava una volta, è sufficiente a risolvere il problema. Se così non fosse si prevederà, «una seconda fase terapeutica che viene normalmente gestita dal nefrologo», spiega Baroni, responsabile della Diabetologia del Policlinico Universitario di Cagliari-Monserrato.
Perché coinvolgere il nefrologolo, lo specialista dei reni? La produzione di globuli rossi viene stimolata da un ormone chiamato eritropoietina, che è prodotto dal rene. Baroni spiega che, «se il rene funziona male, la produzione di eritropoietina si riduce».
L’iperglicemia satura di glucosio la membrana dei glomeruli, i ‘filtri’ del rene, aumentando la pressione al loro interno e danneggiando i tubuli nei quali cellule specializzate (come le betacellule), producono eritropoietina. Lo stesso meccanismo è responsabile della nefropatia diabetica, ossia la graduale perdita di funzionalità renale, e anche dell’anemia. «Se da una parte l’anemia è una complicanza ben nota e tipica nelle persone in dialisi, è ancora poco conosciuta, solo in minima parte diagnosticata e relativamente poco trattata nelle persone con diabete», nota Francesco Locatelli, responsabile del Servizio di Nefrologia dell’Ospedale Manzoni di Lecco «soprattutto se scompensata e con una moderata o avanzata nefropatia». Locatelli riporta che «il 50% delle persone con diabete ha meno globuli rossi rispetto alla popolazione generale». «Nella persona con diabete», continua Locatelli, «l’anemia insorge prima e più frequentemente che nel nefropatico non diabetico». La ragione di questo non è ancora oggi chiara.
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Ultima modifica: febbraio 2009
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