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Campi scuola:
Una lezione per mamma e papà

Nei campi scuola ragazzi e ragazze apprendono per la prima volta a controllare da soli la glicemia. E i genitori realizzano che è venuto il momento di riconoscere loro l'autonomia raggiunta.

Si chiama campo scuola ed è dedicato ai ragazzi di 11-14 anni che per la prima volta imparano a controllare la glicemia e gestire da soli la loro insulino-dipendenza. Ma anche i genitori imparano qualcosa. "Mandare mio figlio al campo scuola è stato come tagliare ancora una volta il cordone ombelicale" confessa Patrizia Oldrati di Milano. "Ho dovuto farmi forza", ricorda Dorina Tonioli dell'Agd di Pavia, "quando, quattro anni f,a abbiamo mandato nostro figlio al campo scuola io e mio marito abbiamo trascorso una settimana sulle spine, ma è stato molto importante per tutti e tre".

Per i figli è una occasione per raggiungere l'autonomia
"Il campo scuola", continua Patrizia Oldrati, volontaria dell'Associazione per l'aiuto ai giovani diabetici di Milano, "è un'esperienza educativa e formativa, offre l'opportunità di una vacanza di gruppo insieme ad altri coetanei". In questa vacanza i ragazzi vivono fianco a fianco con specialisti e personale paramedico che sono a loro disposizione per spiegare ogni cosa sul diabete e sull'autocontrollo della glicemia. L'aspetto più importante è che al campo scuola i genitori non sono invitati. I ragazzi imparano quindi a rendersi autonomi e ad affrontare il loro diabete senza la mediazione della famiglia.
"Bisogna far crescere 'bene' i nostri figli", spiega Patrizia Oldrati, madre di un dodicenne che per la prima volta andrà al campo scuola con l'associazione di Milano, "sono in un'età in cui diventano grandi e vogliono autonomia, però sono anche in una condizione in cui hanno sempre degli adulti che si occupano di loro: invece è importante che comincino ad autogestirsi, non tanto per le punture, che magari si fanno già da soli, quanto per l'autocontrollo quotidiano".

Per i genitori è l'occasione di concederla
"Ho sempre seguito io i miei due bimbi ma è giunto il momento che diventino responsabili e imparino ad autogestirsi", fa eco Maria Sale, che parla dei figli, entrambi diabetici, come se fossero due piccoli, ma li tratta da grandi, "se non ci fossi io, si metterebbero a tavola senza nemmeno farsi l'insulina". La signora Sale, che vive in provincia di Lecce, è preoccupata per l'atteggiamento dei figli, rispettivamente di 13 e 14 anni, e si augura che il campo scuola li aiuti a diventare più autonomi.
Per i genitori è difficile riconoscere che il loro figlio può farcela anche senza di loro. Eppure è proprio questo l'obiettivo del campo scuola e deve diventare un obiettivo anche per i genitori. "Dobbiamo lasciar crescere i nostri ragazzi e dare loro tutti gli strumenti per essere autonomi: la conoscenza del diabete, l'autodisciplina, la capacità di mantenere un migliore equilibrio metabolico, sono tutte risorse che loro devono acquisire", insiste Patrizia Oldrati, che comunque non nasconde la propria fragilità "quando ho iscritto mio figlio al campo mi sono venuti diecimila dubbi... ma bisogna essere razionali e combattere la propria ansia, lasciando spazio al desiderio di vedere il proprio figlio più responsabile".

Ultima modifica: novembre 2009

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