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IL PIEDE

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Come cadere in piedi

Il piede diabetico: come fare per ridurre i rischi
La neuropatia che colpisce il piede dei pazienti diabetici dopo molti anni non è in se un grave problema, non si estende, per esempio, ad altre parti del corpo e soprattutto, 'anestetizzando' le sensazioni che provengono dal piede... non fa male. "Proprio quando il paziente avrebbe bisogno di curare con la massima attenzione i suoi piedi, vengono a mancare o a essere ridotte quelle sensazioni di dolore essenziali per evitare i pericoli", nota il responsabile del Centro per lo studio e la cura del piede diabetico dell'Ospedale Cantù di Abbiategrasso.
Ad aggravare le cose la neuropatia sensoriale si associa quasi sempre con forme più o meno gravi di neuropatia motoria o autonoma. La prima, rendendo incerto il passo e la postura, provoca una alterazione dei muscoli del piede provocando zone di eccessivo carico. Ne conseguono callosità e perfino alterazioni delle ossa e deformazioni del piede come ilcosiddetto piede di Charcot. La neuropatia autonoma invece, bloccando la sudorazione, rende la pelle secca e quindi facile alle escoriazioni e alle ferite e alterando la regolazione del sangue nei piccoli vasi peggiora la microcircolazione.

Pelle debole e indifesa
Ma perché questi piccoli problemi sono così preoccupanti? "Perché i tessuti sono male irrorati dal sangue", risponde Caravaggi, "gli antibiotici non arrivano alla zona infetta e nemmeno le difese naturali, la ferita non si cicatrizza, rimane aperta e tende anzi a infettarsi".
La scarsa sensibilità aggrava il problema. "L'assenza di dolore è associata istintivamente all'assenza di malattia. Stiamo attentissimi a non sfiorare nulla con il dito che ci duole per un taglietto, ma appoggiamo tutto il peso senza nemmeno pensarci su una ferita del piede che non ci fa soffrire". A tutto questo si aggiunga la pelle secca facile alle lacerazioni, e soprattutto il fatto che il piede diabetico appoggia male, spostando tutto il carico sui 'cuscinetti' anteriori: insomma, un taglio o una semplice frizione fra la pelle e la calza o la scarpa possono diventare velocemente, se non si fa attenzione, un'ulcera. Le cellule dei tessuti male irrorate dal sangue si infettano o muoiono facilmente, la loro ricostituzione è lenta e difficile.

Tutti adoratori del piede
Tutto questo, in assenza di cure e di una grandissima attenzione da parte del paziente, il vero protagonista della terapia, rischia di portare alla gancrena e richiedere un'amputazione parziale o totale. Il nemico da battere, quindi, è costituito da semplici duroni, tagli, escoriazioni, funghi e infezioni batteriche. Nella cura delle ulcere e ancor prima nella prevenzione il paziente, la sua famiglia e il suo team medico devono usare mille attenzioni. "Dobbiamo tutti diventare dei feticisti e mettere il piede, il nostro piede al centro di ogni attenzione. Le statistiche affermano che una quota variabile da metà a tre quarti delle amputazioni avrebbero potuto essere evitate con un'attenta cura del piede", conclude il responsabile del Centro per la cura del piede diabetico di Abbiategrasso.

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Ultima modifica: luglio 1999

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