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"Cosa sono i reni? Già... I reni sono una specie di filtro; mi pare che puliscano il sangue", affermo esitante. Per una volta il mio super colto fidanzato non mi corregge. "Perfetto", risponde, "Non occorre sapere di più: se tutto funziona, dal rene escono, attraverso l'urina, solo le scorie e i fluidi in eccesso. Alti livelli di glucosio nel sangue prima affaticano e poi danneggiano il rene", riprende Sergio, "il primo stadio della malattia renale di origine diabetica coincide con un aumento del 'lavoro'. Per la fatica i reni spesso si ingrossano ma il 'servizio filtratura' rimane buono. In una seconda fase, invece, iniziano a perdere funzionalità".
Ovviamente sto cercando di capire se Sergio sia nella prima o nella seconda fase. Lui indovina il mio pensiero: "Tch tch, i sintomi della malattia renale: sonno, stanchezza, scarso appetito, nausea, debolezza e difficoltà nel concentrarsi si vedono solo quando il danno renale è già avanzato. Per una diagnosi anticipata c'è un esame apposito".
Si chiama microalbuminuria; vuol dire presenza in piccole quantità (micro) di albumina nelle urine (uria). "Con 30-300 milligrammi di albumina in 24 ore vale la pena di intervenire", commenta Sergio che fa una microalbuminuria ogni anno da quando ha 14 anni e negli ultimi 10 anni oscilla fra i 20 e i 60 milligrammi in 24 ore.

Vuoi sapere di più sulla microalbuminuria?

"Il rischio renale è la somma di tre fattori: il numero di anni passati col diabete, la qualità dell'autocontrollo e la pressione sanguigna, enumera, come diabetico IDDM, con 30 anni di diabete alle spalle, non parto avvantaggiato. In compenso, per buona parte di questi 30 anni mi sono controllato bene: la malattia è stata subito diagnosticata e trattata, cosa che non capita ai diabetici NIDDM. Enzo, l'amico che siamo andati a trovare, per esempio, quando è stato diagnosticato era già in macro".
"In che?"
"Era già passato dalla micro alla macroalbuminuria, una fase in cui l'albumina nelle urine supera i 300 milligrammi al giorno e i reni iniziano a lavorare sempre meno e sempre peggio", si corregge Sergio. "Enzo avrà passato 5-7 anni, forse anche di più, senza accorgersi di avere il diabete, Dio solo sa che sbalzi di glicemia ha avuto. E poi ha sempre avuto la pressione alta e fumava, altra cosa che danneggia i reni".
Cosa c'entra la pressione col rene? "La pressione del sangue rovina i delicatissimi filtri del rene. Questo accade anche ai non diabetici; il guaio è che la malattia renale, a sua volta, alza la pressione... insomma un circolo vizioso. Per questo, un tempo, la malattia renale iniziava lentamente e si evolveva velocemente. Oggi stiamo riuscendo non solo a mantenere lentissima la progressione dei primi stadi (10-20 anni), ma a a fermare questo ritmo anche negli stadi più avanzati della malattia". Nelle fasi avanzate, tuttavia, il controllo della pressione è insieme vitale e difficile, perché l'acqua trattenuta nel corpo dal cattivo funzionamento dei reni aumenta la pressione. Inoltre il rene si occupa sia di dirigere la creazione di globuli rossi sia la fissazione del calcio nelle ossa. Si tratta quindi di intervenire in appoggio al rene su tutti questi fronti con farmaci e diete. "Enzo deve fare un vero slalom dietetico", commenta Sergio.
Queste fasi, che una volta costituivano un passaggio piuttosto veloce verso la dialisi, ora possono essere rese lunghissime dall'uso di due tipi di farmaci, utilizzati abitualmente per il controllo della pressione arteriosa gli Ace-inibitori e alcuni calcio-antagonisti, che tra l'altro riducono il danno ai glomeruli. "Non si sa perché, ma gli Ace inibitori e i calcio-antagonisti sono un vero colpaccio: oltre a ridurre la pressione fanno proprio bene ai glomeruli", commenta soddisfatto Sergio che è sempre contento quando viene scoperta qualche medicina.
Approfitto del momento di distensione per chiedergli della mia maglietta Coca Cola. "Perché quando sono entrata vi siete messi a ridere?". "Perché l'aspetto caratteristico del dializzato è la sete: deve bere davvero pochissimo e in particolare non può bere bevande gassate perché il fosforo rovina il calcio nelle ossa e se i reni non funzionano anche questo è un problema. Insomma con quella maglietta eri involontariamente una tentazione così sfacciata!", mi risponde Sergio, che - accorgendosi del mio disappunto per l'involontaria gaffe - mi previene: "Potevo pensarci io, e avvertirti. Ma vedi, per me... sei sempre una tentazione".

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Ultima modifica: luglio 1999

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