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Storie di viaggio:
una turista diabetica racconta la sua esperienza
"Lavoro in una agenzia specializzata ma ho sempre evitato di partecipare a un viaggio di gruppo. Un giorno, però, un tour operator me ne ha regalato uno del tipo 'quattro capitali in sette giorni' e mi sono detta "Perché no?. In fondo il mio diabete lo controllo benissimo"".
Per Patrizia, 32 anni, 'banconista' in una agenzia di Bologna, il tour effettuato nel natale scorso era insomma una sorta di sfida. Si è preparata minuziosamente, ha anche accennato alla guida del tour quali avrebbero potuto essere i suoi problemi ed è partita. "Non mi sono divertita; per tutti, diabetici e non, è stata solo una gran sfaticata. Abbiamo visto questi paesi dal finestrino del pullmann senza capire nulla, senza avere il tempo di fermarci. Insomma era lo stress del lavoro trasferito in vacanza". Patrizia, questa estate è partita per un viaggio in house-boat sui canali della Loira insieme al fidanzato e al cognato Mauro, fotografo. Abituato a viaggiare per lavoro, Mauro non ha problemi a unire diabete e viaggi. "Dopo anni di 'mordi e fuggi' mi sono accorto che dei viaggi che facevo restavano solo le foto.Me ne sono accorto una mattina in Perù. Arrivo alla stazione di Ayacucho in Perù e mi dicono, "il treno arriverà oggi, forse. All'inizio stavo impazzendo poi mi sono adeguato mi sono messo a chiaccherare, a leggere, a guardare il panorama e quelle ore di attesa sono state il più bel momento del viaggio".
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Ultima modifica: luglio 1999
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