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Carla Giordano, responsabile del Gruppo di studio intersocietario SID-SIE per la salute della donna.
Mi merito questa pausa

Occorre reagire e fare della menopausa la base di una ‘nuova adolescenza’ nella quale esercizio fisico e vita all’aria aperta regalano le difese necessarie contro il diabete e il rischio cardiovascolare, oltre a una meritata felicità.

È una vera ‘tempesta ormonale’ che genera modifiche importanti nel fisico, nella psicologia e nel metabolismo, un po’ come accade quando da bambine si diventa donne. Avviene intorno ai 50-52 anni, un po’ prima nelle donne magre o fumatrici, un po’ dopo in quelle sovrappeso o che hanno utilizzato la pillola. Stiamo parlando della menopausa o meglio del periodo precedente e seguente alla scomparsa delle mestruazioni. In menopausa l’attività delle ovaie si interrompe e la donna è dichiarata non più fertile dopo un anno di mancate mestruazioni; è preceduta da una fase più o meno lunga di premenopausa che, dal punto di vista metabolico, ha effetti ancora più importanti della menopausa vera e propria.
Tecnicamente si parla di menopausa un anno dopo l’ultimo ciclo, ma i cambiamenti precedono e seguono questo momento. I sintomi sono abbastanza classici: ‘vampate’ di calore che durano pochi secondi o minuti, disturbi del sonno e irritabilità. Alcune donne ne soffrono per molti anni, alcune solo per brevissimi periodi. Anche la loro intensità varia ed è indipendente dalla presenza della patologia diabetica.


Mariarosaria Di Palo, del Servizio di diabetologia del distretto 27 della Asl di Napoli-1 Centro.
Cosa succede esattamente?
L’ovaio smette di funzionare e quindi di stimolare il rilascio di estrogeni, l’ormone ‘femminile’. L’equilibrio ormonale cambia e la percentuale di ormoni androgeni ‘maschili’ aumenta. Tutto questo ha conseguenze ad ampio raggio, prima di tutto sulla glicemia.
«Non è affatto raro», afferma Mariarosaria Di Palo del Servizio di diabetologia del distretto 27 della Asl di Napoli 1 Centro, «che il diabete di tipo 2 faccia la sua comparsa proprio negli anni che immediatamente precedono o seguono alla menopausa. Certo, probabilmente esisteva già una predisposizione o una iniziale alterazione della glicemia, ma il nuovo assetto ormonale e le sue conseguenze, aumento di peso in primo luogo, fanno evolvere la situazione in un diabete ‘franco’». Se invece il diabete era già stato diagnosticato «diventa molto più difficile raggiungere il compenso glicemico. Se prima bastava una pillola, con la menopausa ne servono due o tre. In molti casi è consigliabile affiancare ai farmaci orali una o due iniezioni di insulina al giorno», ricorda Fabio Piergiovanni responsabile del Servizio di Diabetologia dell’Ospedale San Giovanni - Calgary Hospital di Roma.

Effetti sulla bilancia...
Il diabete peggiora anche in seguito all’aumento di peso legato alla menopausa. «Le donne che in menopausa lamentano “mangio esattamente come prima ma ingrasso sempre di più”, non hanno torto. Alla menopausa, infatti, corrisponde un rallentamento del metabolismo basale. Per funzionare il corpo utilizza meno energia e le calorie in più... diventano grasso. «In teoria la donna in menopausa dovrebbe mangiare il 20% in meno, e questo non è facile: anzi è già un buon risultato quando la menopausa non porta a mangiare di più e peggio», commenta Fabio Piergiovanni

...e sulla linea.
Cambia anche la posizione e la composizione del grasso. Le donne, anche sovrappeso, sono ricche di grasso sottocutaneo sulle cosce, sui glutei e sui fianchi. Il grasso sottocutaneo è poco estetico se si vuole, ma metabolicamente poco dannoso. Con la menopausa si sviluppa quella ‘pancetta’ che generalmente hanno i maschi. E questo non è bello perché il grasso addominale è metabolicamente attivo: secerne acidi grassi e fattori di infiammazione che ‘inquinano’ tutto il corpo: fegato (vedere articolo a pagina 30), muscoli e soprattutto le arterie. Il grasso addominale comporta un aumento della resistenza all’insulina e quindi genera o aggrava il diabete. «L’insulinoresistenza porta a una produzione eccessiva di insulina nella donna che da poco ha il diabete o non ce l’ha ancora e l’insulina... fa ingrassare, creando un circolo vizioso che va interrotto», commenta Carla Giordano, docente di Endocrinologia all’Università di Palermo.

Sindrome metabolica.
Più in generale la menopausa apre alla donna, soprattutto alla donna che prima non era obesa o fortemente sovrappeso, la porta della sindrome metabolica. «Scattano tutti gli ‘iper’», riassume simpaticamente Piergiovanni, «iperglicemia, ipertensione, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia». Una serie di aspetti che nella donna sono più spesso sotto controllo e richiedono un intervento ad hoc. Prendiamo la pressione per esempio: «Spesso con la menopausa c’è bisogno di una terapia anti ipertensiva. Anche qui l’esercizio fisico e una dieta senza grassi – come ad esempio salumi e formaggi a lunga conservazione – aiuta, ma bisogna ammettere che per raggiungere gli obiettivi consigliati occorre quasi sempre aggiungere una o due pillole», spiega Carla Giordano, responsabile del gruppo di studio intersocietario SID-SIE per la salute della donna, «un discorso simile vale per i grassi nel sangue».

Rischio cardiovascolare.
Occorre agire: «Le donne con diabete presentano un aumentato rischio anche in età fertile rispetto alle non diabetiche. Inoltre, con la menopausa, la produzione di radicali liberi, responsabili degli effetti di invecchiamento dei vasi, aumenta nettamente. In sintesi la menopausa pone termine a quel periodo di ‘protezione’ di cui la donna ha goduto fino a quel momento. Fino alla menopausa la donna ha meno probabilità di incorrere in ischemie, infarti e ictus di un maschio della stessa età con lo stesso peso e le stesse abitudini di vita. Con la menopausa questo ‘privilegio’ progressivamente si annulla. La ragione non è la menopausa in sé, quanto le sue conseguenze dirette e magari anche quelle indirette: un peggioramento dell’umore, se non vogliamo parlare di depressione, che porta ad aumentare la sedentarietà» ricorda Mariarosaria Di Palo.

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Ultima modifica: giugno 2010

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