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Assicurazioni: questione di vita
Una persona col diabete può sottoscrivere una polizza vita, anche se l'iter burocratico è più complesso.
Una persona col diabete può fare una assicurazione sulla vita? Dietro questa semplice domanda si nasconde un apparente mistero. Secondo molti la risposta è no. La persona col diabete, insomma, non sarebbe assicurabile, "o meglio, verrebbe assicurata, ma a patto che l'eventuale causa di decesso non sia legata al diabete. Vista la natura di questa patologia c'è sempre la possibilità che la Compagnia si rifiuti di pagare. In pratica l'assicurazione paga senza discutere solo se all'assicurato... cade un vaso di fiori in testa", ironizza il presidente della Federazione diabete giovanile Antonio Cabras.
Secondo Arnaldo Capurro, segretario generale della Associazione Italiana di Medicina delle Assicurazioni, la realtà è diversa: "da tempo ormai, anche in Italia, l'assicurazione sulla vita copre le persone con diabete di tipo 1 come di tipo 2, anche quelle che hanno sviluppato delle complicanze". In molte patologie, soprattutto croniche e in particolare nel caso del diabete, il settore delle assicurazioni vita è in grado di 'personalizzare' la polizza valutando le singole situazioni di soggetti col diabete.
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Medici con pratica
Tutte le pratiche relative agli assicurati che (per il lavoro che svolgono o per certe patologie) presentano apparentemente profili di rischio particolari sono inviate dalle Compagnie al Consorzio Italiano per l'Assicurazione dei Rischi Tarati ('tarati' significa 'diversi dalla media'). Nel Consorzio lavorano quattro medici che esaminano le pratiche inviate dalle Compagnie e definiscono per ciascuna l'eventuale sovrapprezzo da chiedere sul premio, il 'maggior costo' insomma della polizza richiesta.
"Dico 'eventuale', perché in alcuni casi il rischio, e quindi il costo della polizza per l'assicurato è perfettamente identico alla norma. Un cinquantacinquenne che ha un diabete di tipo 2 da cinque anni, ben controllato, magari sovrappeso e non obeso, per esempio, potrebbe essere assicurato esattamente come gli altri o dovrebbe pagare una differenza irrisoria", nota Maurizio Lazzazzera, uno dei quattro medici del Consorzio. Più spesso il sovrapprezzo è nell'ordine del 25 o del 50%, ma può essere anche più alto.
Bonus malus
Non si tratta di discriminazioni. Nei mercati assicurativi più avanzati il premio di una polizza vita dipende da moltissimi fattori: chi fuma paga di più, chi fa un costante esercizio fisico paga di meno. "Le polizze vita stanno subendo una evoluzione analoga a quella che hanno avuto le più note RC auto. Se si fa pagare lo stesso premio a tutti, si finisce col penalizzare l'automobilista bravo e sussidiare quello al quale capitano mille incidenti. Meglio riusciamo a isolare i fattori che aumentano e diminuiscono il rischio, meglio serviamo la clientela, facendo pagare il 'giusto' e magari premiando certi comportamenti più salutari", spiega Capurro che all'attività nel campo assicurativo affianca la professione di medico internista e cardiologo.
Il lavoro dei medici delle assicurazioni, i quali sono aiutati da esperti è appunto quello di isolare all'interno di una patologia i fattori di maggiore e minor rischio. A ciascun fattore è associato un coefficiente positivo o negativo. "Per ora non possiamo assegnare coefficienti inferiori a 100, anche se a volte", nota Capurro, che è direttore medico di Swiss Re, un colosso delle riassicurazioni presso il quale in Italia ha sede il Cirt, "ho il sospetto che una persona di 65 anni la quale, grazie al diabete, ha imparato a scegliere con cura i suoi alimenti, a fare esercizio fisico e a tenere controllata la pressione, rappresenti per una Compagnia un cliente migliore della norma!".
Ma come vengono calcolati questi sovrapprezzi?"Non potendo lavorare su delle ipotesi", risponde Capurro, "per quanto attendibili siano, partiamo dalle statistiche e questo fa sì che noi si arrivi con dati sicuri. Ogni anno i dati e quindi i coefficienti sono rivisti e aggiornati in modo da riflettere l'effetto positivo di migliori terapie".
Perchè allora è così difficile per la persona col diabete sottoscrivere una polizza vita?
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Ultima modifica: gennaio 2000
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