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Un successo di critica, ma non di pubblico
Da un'indagine svolta da Eurisko per Roche Diagnostics emerge un corale plauso per il ruolo svolto dalle Associazioni dei diabetici, ma dalla lode alla partecipazione attiva il passo non è breve.
Nel maggio scorso Eurisko ha intervistato per conto di Roche Diagnostics 400 persone col diabete in tutta Italia. Ne è emerso un 'ritratto di gruppo' molto interessante dei comportamenti, degli atteggiamenti, dei pareri e delle aspettative in particolare nei confronti dell'autocontrollo della glicemia.
La ricerca ha affrontato la psicologia del diabetico, la terapia, gli strumenti di autocontrollo, gli stili di vita e il rapporto non solo con il team medico ma con tutto quello 'spazio di sostegno' che appoggia la persona col diabete: famiglia, farmacisti e Associazioni dei pazienti. In sintesi si può dire che le Associazioni riscuotono un grande successo di critica, un po' meno di pubblico.
Secondo l'82% degli intervistati le Associazioni fanno 'moltissimo', 'molto' o comunque 'abbastanza' per la difesa e la tutela dei diritti dei pazienti diabetici; l'81% ritiene le Associazioni una delle fonti di informazione sul mondo del diabete. Minore ma sempre alta (69%) la percentuale di persone che ritengono le associazioni utili per incontrarsi, confrontarsi e scambiare esperienze.
Queste risposte, date da un campione numericamente rappresentativo dei diabetici che usano l'insulina e svolgono l'autocontrollo della glicemia, rappresentano sicuramente un tributo corale e caldo al lavoro fatto negli anni dall'associazionismo dei diabetici a livello locale e nazionale.
Quando però dalle parole si passa all'azione, le cose cambiano. In media solo un intervistato su 4 dichiara di essere iscritto a una Associazione, e solo un intervistato su 20 partecipa realmente alle iniziative. La percentuale di iscritti e di persone attive è minore nelle regioni del Sud e nel Nord ovest.
Sono dati che fanno riflettere ma che non devono indurre al pessimismo: L'associazionismo è in crisi ovunque, colpito dalla trasformazione del tessuto sociale, dall'urbanizzazione, dalla televisione, dalla minore abitudine a incontrarsi e a parlare. E poche organizzazioni del volontariato possono vantare i livelli di consenso raggiunti dall'Associazionismo dei diabetici.
Ultima modifica: gennaio 2000
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