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Addio U-40!
Dal 1° marzo non esisterà più l'insulina U-40 ma solo la U-100. In sé positiva, questa conversione nasconde dei rischi. Chi per sbaglio si inietta insulina U-100 con una siringa U-40 rischia il coma ipoglicemico.
Vuoi saperne di più su questo tema? Leggi l'editoriale di questo numero di Modus.
Dal 1° marzo del 2000 l'Italia si adegua al resto del mondo, 'abolendo' l'insulina U-40 e distribuendo solamente insulina U-100.
La 'U' in questione sta per 'Unità' o meglio 'Unità Internazionale'. I dosaggi che i medici prescrivono sono espressi in U.I. Il 'valore' di una U.I. non cambia nel tempo e non cambia da un tipo all'altro: animali e umane, ad azione ultrarapida, media e lunga.
Ciò che cambia dal 1° marzo 2000 è la concentrazione del farmaco, vale a dire la quantità di insulina 'immersa' in un millilitro di liquido. Fino al 29 febbraio 2000 l'Italia ha visto convivere la cosiddetta U-40, che è disponibile solo in fiale e si usa con le siringhe da insulina, e la cosiddetta U-100, che è disponibile solo in cartucce e si usa coi dispositivi a penna.
Questo regime misto, così come la presenza di concentrazioni diverse di insulina in paesi vicini, è fonte di errori. Alcuni pazienti che utilizzano sia la penna sia le siringhe - finita l'insulina in fiale - pensano di iniettarsi la solita quantità di insulina aspirandola dalle cartucce per la penna, che è due volte e mezzo più concentrata. L'esito è estremamente grave.
Non a caso la International Diabetes Federation ha esercitato forti pressioni sui paesi a regime misto (fra gli altri l'Italia, la Francia e la Spagna) affinché si adeguassero a un regime tutto U-100.
Il governo italiano ha recepito questa raccomandazione e ha emesso disposizioni affinché dal 1° marzo 2000 vengano vendute solamente insuline a concentrazione U-100 e le relative siringhe. Non sarà quindi più possibile commercializzare le 'vecchie' insuline e siringhe U-40.
Cosa c'entrano le siringhe?
La 'conversione' fa sì che per ottenere un dosaggio equivalente a quello cui si era soliti sarà necessaria una minore quantità di prodotto. Le siringhe per insulina hanno una scala graduata che fa corrispondere un certo numero di Unità a un dato volume di farmaco. Con una 'tradizionale' siringa U-40 la tacca 40 corrisponde a un millilitro. Con una nuova siringa U-100 la tacca 40 corrisponderà a un volume 2,5 volte inferiore (0,4 millilitri). È quindi assolutamente necessario che i pazienti utilizzino siringhe e insuline 'compatibili'. Per questa ragione dal 1° marzo saranno commercializzabili solo siringhe U-100.
A medio termine la conversione avrà solo effetti benefici. L'Italia si allinea con la concentrazione adottata nel resto del mondo e soprattutto adegua la concentrazione di insulina presente nelle cartucce per le penne (che è sempre stata 100 U.I. per ml) a quella delle fiale.
Come riconoscere le U-100
I pazienti diabetici e le loro famiglie tengono in casa degli stock di insulina e, soprattutto, di siringhe. Per un certo lasso di tempo nello stesso armadietto il paziente avrà insuline e siringhe di diversa concentrazione. Le case produttrici di farmaci e di presidi hanno posto molta attenzione nel rendere immediatamente riconoscibili le siringhe e le confezioni di insulina U-100. Sulla confezione, sugli imballaggi e sulle bustine interne è chiaramente evidenziato che si tratta di siringhe U-100. Il colore della scala graduata della siringa U-100 è nero (mentre è rosso nelle siringhe U-40). Il colore del tappino copriago della siringa U-100 è arancione, mentre nella siringa U-40 è rosso.
Gli errori da evitare
Nonostante tutto questo esiste tuttavia la possibilità che il paziente, o un suo parente, nel compiere un gesto abituale, spesso in condizioni di luminosità o di freschezza mentale non ottimali, aspiri da una fiala U-40 con una siringa U-100 (e quindi si inietti una dose molto meno potente del previsto) oppure aspiri da una fiala U-100 con una siringa U-40 (e quindi si inietti una dose 2,5 volte più forte del necessario).
Nel primo caso l'insulina assunta si rivelerà inefficace, al controllo il paziente rileverà la glicemia alta e correrà ai ripari. Qualche ora di iperglicemia non ha conseguenze gravi.
I veri rischi per il paziente sono legati a un errato abbinamento insulina-siringa. Abbinando l'insulina U-100 a una siringa U-40 il paziente si somministra, infatti, una dose 2,5 volte maggiore rispetto a quella prescritta. Le conseguenze sono rapide e molto serie: l'insulina assunta elimina tutti gli zuccheri presenti nel sangue.
La crisi ipoglicemica che questo errore può creare è molto più forte e più rapida delle classiche crisi ipoglicemiche che un paziente ben controllato affronta (a seguito di un pasto ritardato o meno sostanzioso del previsto o di un esercizio fisico maggiore del normale).
Ne seguono velocemente uno stato di confusione mentale, convulsioni, perdita di coscienza e coma. Commesso l'errore, il paziente ha pochi minuti per rendersene conto prima di trovarsi in uno stato in cui gli risulta impossibile compiere azioni efficaci (assumere una forte quantità di zuccheri, una bevanda dolce, una zolletta di zucchero, una caramella). Ma uno dei primi effetti della crisi ipoglicemica è proprio la riduzione della capacità di pensare e agire in maniera coordinata. Chi non si accorge subito della situazione può trovarsi velocemente nell'impossibilità di fare qualcosa o di chiedere aiuto.
Note sull'argomento
Ultima modifica: gennaio 2000
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