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Dirlo o non dirlo?

Agli amici e ai compagni di scuola va rivelata o meno la patologia di un bambino diabetico? Dipende, e comunque è meglio che sia il bambino stesso a deciderlo.

Per Francesca il problema proprio non si è posto. L'esordio del diabete - a 16 anni - ha comportato un lungo periodo di assenza da scuola, "in classe e fra i miei amici la voce si è sparsa rapidamente". Sua madre si incaricò di parlarne con gli insegnanti, spiegando i rischi di ipoglicemia e la necessità di mangiare durante le lezioni. "Anche per noi è stato importante farlo sapere a scuola" racconta Grazia di Pisa, mamma di un ragazzo ormai adulto, "dopo l'insorgenza abbiamo parlato con gli insegnanti, cercando di sdrammatizzare ma descrivendo nei dettagli la situazione: non sempre però le amicizie coincidono con la scuola. Cosa fare quando incontri amici nuovi?", continua Francesca di Milano, "io ho scelto di parlarne sempre, anche se non proprio all'inizio. Di solito è una cosa che viene fuori così, quasi per caso, man mano che ci si conosce e che il rapporto si fa più stretto".
Anche Camilla di Bologna la pensa così: 9 anni, socievole e intraprendente, ha scelto di parlarne solo con le persone a cui è affezionata. "All'inizio", ricorda Marilena "la mamma di Camilla ne parlavo con tutti perché non volevo che mia figlia vivesse il diabete con vergogna. Poi Camilla mi ha chiesto di essere più riservata". Così, dopo qualche anno, quando Camilla ha cominciato la scuola elementare, ha voluto parlarne direttamente lei con i nuovi compagni e insieme alla maestra ha fatto una lezione sul diabete.
Anche i genitori di Daniele di Bologna, 11 anni, hanno scelto di non nascondere a nessuno che lui ha il diabete perché per loro è importante che non si senta diverso. "Ci siamo documentati insieme a lui perché sapesse cosa è il diabete e quali comportamenti avere, ma non abbiamo mai nascosto nulla. Con i compagni di scuola e gli amici non ha segreti, ne parla senza problemi e si comporta con naturalezza, facendosi l'insulina anche quando ci sono loro. Certo, qualche paura rimane, e ancora oggi non se la sente di farsi le punture da solo, ma ha accettato la sua condizione: pensi che da grande vuole fare il mio lavoro, il pasticcere!".
Oltre a questo, c'è anche un altro motivo importante per dirlo agli amici, come spiega Francesca. "Se per caso ti succede qualcosa, se hai una forte ipoglicemia e svieni è giusto che i tuoi amici sappiano cosa fare, o almeno sappiano dire a chi ti soccorre che hai il diabete".

Ultima modifica: maggio 2000

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