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L'arma segreta? E' l'organizzazione
Le strutture sanitarie investono volentieri in alte tecnologie e terapie di punta, ma spesso la resa migliore è data dai miglioramenti strutturali e organizzativi, afferma il Direttore scientifico di Modus Dr. Umberto Valentini.
Quando ero ragazzo non c'era film di fantascienza dove non comparisse un laser presentato come arma letale e segreta. Per fortuna la realtà si è evoluta diversamente e questo 'raggio della morte' dà ottimi risultati in medicina, in particolare - come informa il professor Massimo Porta nell'intervista che apre questo numero - nel trattamento della retinopatia diabetica. Grazie ai laser ad alta tecnologia è possibile spesso fermare la progressione dei danni che il diabete porta al prezioso organo della vista. La retinopatia è una delle complicanze più frequenti del diabete: può bastare un 'piccolo diabete' diciamo così, per far partire un meccanismo che - nell'arco di 10 o 20 anni - può portare alla cecità. Il segreto per combatterlo è una diagnosi precoce.
"Un diabetico che si fa controllare il fondo dell'occhio ogni anno riduce del 90% i rischi di arrivare alla cecità", informa il professor Porta.
Recentemente questi dati sono stati contestati e c'è chi dice che potrebbe bastare un esame ogni tre anni. Il dibattito è elegante ma teorico. Di fatto solo una minoranza delle persone con il diabete si sottopone a periodici controlli. Per una struttura sanitaria come la nostra, improntata alla specializzazione, far dialogare un Centro di diabetologia con un Servizio di oftalmologia è complicatissimo, non parliamo poi di iniziative sul territorio (camioncini attrezzati simili a quelli usati una volta per i donatori di sangue che girano per le città oppure, semplicemente, un rapporto con i medici di base). C'è anche poi il dubbio che il sistema sanitario collasserebbe sotto la pressione di 2 milioni di esami del fondo oculare all'anno (tanti si stima siano i pazienti con il diabete).
Insomma davanti agli occhi, è il caso di dirlo, abbiamo una situazione paradossale ma comune. Gli ospedali possono dotarsi senza nemmeno troppa fatica di laser ad altissima tecnologia capaci di gestire o procrastinare gli sviluppi di una retinopatia diabetica in atto. Noi medici siamo però quasi impotenti a organizzare un sistema che consenta alle persone con il diabete di effettuare un controllo preventivo che renderebbe magari inutile questi interventi. L'alta tecnologia soddisfa tutti, dirigenti ospedalieri e delle Asl, politici ed elettori. L'organizzazione umile e quotidiana effettuata sul territorio è molto più faticosa, si scontra fatalmente con la burocrazia e non 'paga' in termini di immagine. Peccato che nei film di fantascienza di una volta nessuno eroe utilizzasse come 'armi segrete' il buon senso e l'organizzazione.
Umberto Valentini
Direttore Scientifico di Modus
Ultima modifica: gennaio 2001
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