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Aiuto, non ce la faccio più!
La sensazione di essere inadeguate è frequente tra le mamme di bambini e ragazzi con il diabete. Ed è l'occasione per ripensare con flessibilità il senso e i modi del proprio impegno.
Arriva all'improvviso, magari quando le cose iniziano ad andare bene. Dapprima la madre cerca di ignorarla: l'attribuisce a una 'semplice stanchezza' e nemmeno lo dichiara; la sensazione di 'non farcela', di 'non essere all'altezza' della situazione però si fa più forte e qualche volta sfocia in una perdita di autostima o in una vera e propria depressione.
"In realtà il senso di inadeguatezza è caratteristico dell'esperienza di essere madri", assicura Maria Teresa Maiocchi psicoanalista, docente di Teoria e Tecnica del Colloquio psicologico all'Università Cattolica di Milano, non è quindi specifico delle madri di bambini con il diabete. Invece di essere negativo o pericoloso questo stato "può motivare un cambiamento di atteggiamento salutare sia per la madre sia per il bambino", continua Maria Teresa Maiocchi, "nelle relazioni interpersonali in genere è piuttosto una sensazione di sicurezza assoluta a generare sospetto: per svilupparsi i rapporti, soprattutto quelli 'caldi', hanno bisogno di un certo grado di apertura, di incertezza".
Tornando nello specifico dell'esperienza materna, il senso di inadeguatezza viene spesso vissuto dalla madre come un limite che arriva 'da fuori' ("non so cosa mi succede, ma..." dicono spesso le mamme) impedendo di "fare tutto quello che si vorrebbe fare".
"Come spesso accade in psicologia, la realtà è opposta: la persona che si sente inadeguata avverte che gli obiettivi e i ritmi che si sta ponendo sono sbagliati e diventano persecutori", continua Maria Teresa Maiocchi, "la sensazione di avere un limite è quindi l'unico appello alla verità in un panorama di false certezze e di regole autoimposte: accettando di non coincidere con un ideale di efficienza la madre inizia ad accettare meglio la realtà, a capire che ogni esperienza ha in sé un confine, un limite che la definisce e accettandolo diventa più adeguata".
L'inadeguatezza quindi non è il sintomo di una patologia ma piuttosto l'inizio della cura. "Purtroppo non è assolutamente chiaro", ammette la stessa psicanalista milanese, "cosa significhi questo in termini di comportamento quotidiano, per ciascuno c'è un proprio equilibrio".
Probabilmente nel caso della madre di un bambino con il diabete il primo passo consiste nell'incontrare il team diabetologico e verificare se è possibile modificare la terapia in modo da adeguarla meglio alle esigenze della famiglia. Spesso le madri si stupiscono della disponibilità dimostrata dagli specialisti in questa direzione.
Paradossalmente la risposta sbagliata al sentimento di inadeguatezza consiste in una adesione sempre più rigida ai dettami della terapia: la madre si impone sforzi sempre maggiori. 'Arroccarsi' nella regola rappresenta lo 'schermo' dietro il quale si può sviluppare una vera depressione. "Se questo accade non è per la fatica imposta dalla situazione ma per il carico psichico che essa comporta e per la difficoltà a condividerlo.
Ultima modifica: gennaio 2001
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