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Retinopatia diabetica: seguito dell'intervista al professor Massimo Porta
Come si evolve la retinopatia diabetica e cosa si può fare per fermarla o farla regredire?
Il primo stadio della retinopatia diabetica è segnato dalla comparsa dei microaneurismi: i capillari si dilatano e riducono l'apporto di sangue a piccolissime zone della retina. Il paziente non si accorge di nulla. Se non si interviene le zone 'colpite' diventano più grandi. Ma questo in sé non è ancora un grave problema. La retina è piuttosto grande e solo la sua parte centrale,la macula, serve a vedere distintamente dettagli e colori.
A questo punto cosa accade?
In molti casi i capillari si occludono o si rompono. Nel primo caso abbiamo piccolissimi 'infarti retinici', diciamo così, altrimenti delle piccole emorragie. I nervi che non ricevono più alimentazione lasciano fuoriuscire materiale e altrettanto fanno i capillari slabbrati. Insomma, nella retina iniziamo a trovare tante zone 'morte'. Chiamiamo questo stadio retinopatia non proliferante moderata o severa. La retinopatia proliferante avviene quando tentando di sostituire i capillari rotti l'organismo aggrava la situazione creando gomitoli di neo-vasi che possono portare al distacco della retina.
E tutto questo avviene senza che il paziente si accorga di nulla?
Esatto, almeno fino al giorno in cui si distacca la retina o una emorragia interessa anche il campo visivo.
La maculopatia invece dà dei sintomi...
Sì, se i processi della retinopatia non proliferante avvengono nella parte della retina che 'vede', la macula, il paziente ha una vaga sensazione: come se avesse gli occhiali sporchi. A quel punto siamo in presenza di maculopatia. Bisogna intervenire con il laser per colpire le lesioni che stanno essudando.
E i farmaci?
Diverse classi di farmaci per abbassare la pressione, in primo luogo alcuni ACE inibitori, che sembrano ottenere qualche effetto sia in termini di prevenzione del peggioramento che di terapia. Altri farmaci promettenti sono gli inibitori della protein-chinasi-C, mentre due farmaci molto noti anche ai non addetti ai lavori, la somatostatina e il talidomide, sono in corso di sperimentazione per il controllo della retinopatia diabetica.
Lo strumento principe è comunque il laser
Gli interventi col laser vengono fatti in ambulatorio, durano pochi minuti e non hanno effetti
collaterali, se non un po' di fastidio. L'ideale è usare il laser quando sta iniziando la proliferazione dei neo-vasi, oppure quando inizia la maculopatia.
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Ultima modifica: gennaio 2001
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