Modus on line
www.acfriends.itwww.dm1.itwww.le4chat.itwww.accu-chek.it


TEMA

Sommario 

L'arma segreta? E' l'organizzazione
Anche l'occhio vuole la sua parte
scarica l'articolo
Cioccolato: a volte sì
scarica l'articolo
Un manuale per organizzare i campi scuola
scarica l'articolo
Obesità: per non correre grassi rischi
scarica l'articolo
Il nuovo sito di Modus
Aiuto, non ce la faccio più!
scarica l'articolo
Anticoagulati: sangue fluido con l'autocontrollo
scarica l'articolo
Chi lo dice sa di esserlo: quanti silenzi intorno al diabete
scarica l'articolo
Digerire con il cuore
scarica l'articolo
Chi ti darà la patente?
scarica l'articolo
GRATIS
Modus a casa tua


scrivi alla redazione

tutti i siti della
galassia Accu-chek


CERCA NEL SITO


Noi aderiamo
ai principi
HONcode.
verifica qui.
Chi ti darà la patente?

"Un passo avanti", sostengono le ASL, "una presa in giro o quasi", ribattono le Associazioni. Come è cambiato l'iter burocratico che la persona con il diabete affronta per rinnovare la patente?

Antonio Cabras, presidente della Federazione Nazionale Diabete Giovanile non è affatto soddisfatto della normativa per il rilascio e il rinnovo della patente di guida alle persone con il diabete.
Il mondo delle Associazioni è anzi sul piede di guerra e la FAND ha spinto le persone che hanno a cuore il problema del diabete a inviare lettere, fax o e-mail al Ministero dei Trasporti per sollecitare una modifica o perlomeno una diversa applicazione della normativa.
Al contrario, Sergio Carasi, presidente della Commissione medica locale di Brescia definisce la legge approvata il 7 dicembre dell'anno scorso "un notevole passo avanti sia dal punto di vista sociale della sicurezza della guida, sia dal punto di vista di chi ha il diabete, e va contro ogni discriminazione".
Chi ha ragione? La verità probabilmente sta nel mezzo, e dipende anche dalle diverse situazioni locali. La legge 472 del 7 dicembre 1999 avrà un effetto positivo nelle aree in cui le Commissioni mediche locali agivano in maniera più restrittiva. Cambierà poco invece nelle aree seguite dalle Commissioni più 'liberali'. La forte discrezionalità delle Commissioni mediche locali, gli organi incaricati di concedere la patente e di rinnovarla, portava infatti a comportamenti molto diversi.
Davanti a casi analoghi una Commissione poteva concedere un rinnovo valido cinque anni, mentre un'altra obbligava la persona con il diabete a ripresentarsi di lì a pochi mesi.

Le 'linee guida'
Nel 1997, sollecitato dalla Federazione Diabete Giovanile e dalla Federazione Italiana Diabete, il Consiglio Superiore della Sanità e il Ministero dei Trasporti avevano cercato di 'imbrigliare' la discrezionalità delle Commissioni creando un gruppo di lavoro denominato 'Sicurezza del Traffico' per affrontare più in dettaglio il problema. Insieme ai rappresentanti delle Associazioni e tenendo presente una normativa europea del 1991, gli esperti del Consiglio Superiore della Sanità hanno elaborato delle 'Linee guida': una serie di indicazioni autorevoli, ma sempre soggette al consenso delle Commissioni.
Secondo queste linee guida, che pure non avevano un valore 'di legge', le Commissioni avrebbero dovuto rilasciare e rinnovare per cinque anni le patenti 'normali' A, B e BE a tutte le persone con il diabete, insulinodipendenti e non, anche in presenza di complicanze, purché non gravi e comunque certificate dal medico diabetologo curante. Per le patenti C e CE (quelle necessarie a chi trasporta merci) invece, rilascio e rinnovo duravano cinque anni solo per i diabetici non insulinodipendenti e senza complicanze. In tutti gli altri casi la concessione era ridotta a due anni, periodo che poteva essere ulteriormente limitato per i diabetici con complicanze. Infine, le patenti D e DE venivano rilasciate solo a diabetici non trattati farmacologicamente e senza complicanze: anche in questo caso, comunque, il controllo periodico era effettuato ogni due anni.
"La legge del '99 non ha fatto altro che dare un valore più ufficiale alle linee guida senza modificarle", fa notare Cabras, che si aspettava dalla tanto attesa legge una maggiore liberalizzazione, che prendesse atto delle superiori possibilità di controllo glicemico che le nuove terapie, le insuline e gli strumenti per l'autocontrollo consentono, "l'unica novità riguarda le modalità di verifica dell'idoneità". Per quel che riguarda le patenti 'normali', la legge 472 del 16 dicembre 1999 abolisce infatti le Commissioni mediche locali: che sono sostituite da 'organi medici monocratici', cioè da un medico specialista dell'Asl, che indicherà da solo la scadenza entro la quale effettuare il successivo controllo medico.

L'attuazione: una questione di dettagli
Le Commissioni, tuttavia, rimarranno in vigore per le patenti 'professionali': la novità, in questo caso, è data dalla presenza di un diabetologo che potrà intervenire sia per gli accertamenti relativi alla specifica patologia sia per esprimere il giudizio finale. A che punto è l'attuazione di questa legge? Di fatto a un punto fermo e non - insiste Sergio Carasi - per cattiva volontà dei dirigenti ASL: "Molte cose sono ancora da chiarire", commenta il direttore del Dipartimento Prevenzione dell'ASL di Brescia; il Ministero ha infatti sostituito i 'vecchi' medici accertatori con una nuova figura professionale - quella dei medici specialisti dell'USL - senza però definirle. Tocca ora al Ministero fornire gli elenchi di questi medici specialisti e a chiarire le modalità di interazione fra le Commissioni attuali e i loro 'nuovi' membri diabetologi. "Insomma dal punto di vista amministrativo è una legge abbastanza complicata da attuare: bisogna creare una struttura organizzativa nuova", sottolinea Carasi.
Per fare un esempio, visto che le persone con il diabete rappresentano solo il 10-15% dei casi da esaminare, bisognerà concentrarle in apposite sedute coerenti con le disponibilità dei medici diabetologi. Non si può sperare di inserire un bravo specialista in una Commissione che normalmente si riunisce due o tre volte a settimana.

Rimane la discrezionalità
"All'inizio avevamo accolto la nuova legge con entusiasmo. In realtà è cambiata solo la forma e non la sostanza", polemizza pacatamente Antonio Cabras. La presenza obbligatoria del diabetologo, che fino ad oggi era accettato solo se richiesto dal diabetico stesso, rappresenta un aspetto importante, ma questa legge, a parere delle Associazioni, "avrebbe dovuto superare il concetto stesso di discrezionalità nel rinnovo delle patenti.
Questo non è accaduto: i rinnovi saranno sempre rilasciati a discrezione". La lotta delle Associazioni è quindi destinata a continuare. Le parole d'ordine sono quelle di sempre. "Per prima cosa vogliamo che la legge faccia esplicito riferimento alle linee guida del 1997", elenca Cabras, "in pratica vogliamo che la legge elevi a cinque anni la durata del rinnovo, per entrambi i tipi di diabete, indipendentemente dalle complicanze". Altre direzioni di intervento sono il decentramento delle Commissioni (monocratiche o meno) a livello di Aziende Sanitarie Locali e non provinciali e una maggiore collaborazione e quindi corresponsabilità tra Commissioni e Centri di Diabetologia. "Tutto sommato la legge ha testimoniato l'attenzione del legislatore al problema. Concedere e rinnovare patente alle persone con il diabete è visto ormai dalla società come un diritto, non come un rischio calcolato. Abbiamo solo bisogno di uno strumento legislativo che imponga un salto di qualità culturale da parte delle Commissioni vecchie e nuove".

Note sull'argomento

Ultima modifica: gennaio 2001

Torna al sommario
Torna alla Home page

 
 
© Copyright 2012. Roche Diagnostics S.p.A. - Società unipersonale - P.IVA 10181220152