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Diabete e cuore

Possono costare care quelle brevi iperglicemie postprandiali tipiche del diabete di tipo 2. Michele Muggeo, presidente della società italiana di Diabetologia spiega come, per prevenire infarti e ictus, sia necessario passare da un 'buono' a un 'ottimo' autocontrollo e questo vale per tutti.

Il cuore (infarti e ictus, per intendersi) è il rischio principale per gli anziani in generale e per le persone col diabete in particolare. Su questo fronte i risultati ottenuti con la 'formula magica' del 'buon' equilibrio glicemico (autocontrollo, dieta, esercizio fisico, farmaci) non sono soddisfacenti. Michele Muggeo, regista del Verona Diabetes Study, uno studio che segue da 15 anni 7 mila persone con il diabete e che continua a seguirle tuttora, anche sotto il profilo cardiologico.

Come mai non è sufficiente un buon autocontrollo nella prevenzione di ictus e infarti?
Il controllo 'tutto sommato' buono che viene chiesto al paziente diabetico serve a ridurre i rischi a carico di occhi, reni, nervi ed estremità. Il fatto è che il meccanismo attraverso il quale l'iperglicemia danneggia il sistema cardiovascolare è molto diverso da quello che porta alla retinopatia, alla neuropatia e alla nefropatia diabetica. Ci sono dei meccanismi che danneggiano le arterie e che 'scattano' non appena - anche per poco tempo, per esempio dopo mangiato - si superano certi livelli di glicemia, diciamo i 200 mg/dl, tanto per dare una cifra. Forse meno. E questo vale dopo ogni pasto, quindi 3 volte al giorno.
In pratica mantenere la glicemia a digiuno e la glicemia media entro i livelli di norma è sufficiente per diminuire drasticamente il rischio delle complicanze specifiche, ma non basta a ridurre il rischio cardiovascolare.
E non è tutto. Ricordiamoci che di rado il paziente diabetico di tipo 2 ha 'solo' il diabete. Nove pazienti diabetici su dieci hanno una pressione superiore a 135/90 e sono quindi ipertesi; otto su dieci hanno una dislipidemia, hanno cioè il colesterolo LDL e i trigliceridi superiori alla norma; sette su dieci sono sovrappeso o obesi e sei su dieci presentano tutti questi fattori di rischio insieme. Sto un po' semplificando i dati che andrebbero meglio suddivisi per sesso ed età...

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Ultima modifica: maggio 2001

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