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Glicemia: istruzioni per l'uso

Tutti i consigli per svolgere al meglio, con velocità e sicurezza, l'autocontrollo della glicemia.

Si dice spesso che 'oggi la persona con il diabete può condurre una vita normale'.
È una definizione generosa e un po' imprecisa. La persona con il diabete non vive più 'da malato', è vero; ma deve comunque inserire nella sua vita di ogni giorno un gran numero di attenzioni e di operazioni che devono potere essere svolte nella maniera più semplice possibile.
L'automonitoraggio della gliemia fa parte integrante della terapia: esattamente come le iniezioni di insulina o gli ipoglicemizzanti e la dieta. Il primo passo è semplice: bisogna disporre su un piano tutto quel che serve, verificare che il misuratore sia acceso, che la batteria sia carica, se necessario tarare le strisce. Il secondo passo consiste nel lavarsi accuratamente le mani, con acqua e un normale sapone o detergente, ma non con alcol, profumi o acqua di colonia. Le mani vanno lavate (e asciugate) sia per questioni di igiene sia per evitare che nel campione di sangue prelevato si inseriscano sostanze che possono alterare il test. Attenzione a non usare acqua troppo fredda o troppo calda. A questo punto il problema è ottenere il campione di sangue necessario per effettuare la glicemia, riducendo al minimo il dolore o, per meglio dire, il fastidio. La prima cosa da fare è aumentare la quantità di sangue che circola nei capillari. A questo scopo si possono agitare le braccia tenendole verso il basso, e poi stringere leggermente il dito dal basso verso l'alto, come se si volesse spingere fuori un immaginario anello.

Dove pungere?
La punta delle dita è una delle aree 'meglio servite' dalla circolazione sanguigna. Attenzione, però, a non utilizzare il polpastrello vero e proprio: un po' perché fa più male, un po' perché utilizzando la mano dopo la puntura si rischia di creare un piccolo callo cicatriziale. Meglio quindi scegliere i lati del polpastrello evitando di pungere più volte di seguito la stessa area.

Quale dito scegliere?
Meglio evitare il pollice (più calloso) e il mignolo (troppo scomodo). Qualche medico sconsiglia anche l'indice... restano quindi il medio e l'anulare. Il dito non è l'unica sede dove è possibile prelevare sangue capillare. I sistemi di nuova generazione consentono di porre il sangue direttamente sulla striscia anche quando questa non è inserita nel misuratore. Questa innovazione consente un notevole margine di libertà: è possibile pungere il lobo dell'orecchio (non è doloroso ed è ben irrorato) o l'avambraccio (in questo caso, però, è meno facile ottenere la quantità di sangue desiderata).

Come pungere?
Per prelevare il campione di sangue si usano degli 'aghi' chiamati lancette. Per ogni prelievo è necessario utilizzare una lancetta nuova, sia per evitare il rischio di infezioni sia perché la lancetta riutilizzata perde il suo profilo 'aerodinamico' e finisce con il lacerare i tessuti senza necessità.

Mano libera o pungidito?
Nulla impedisce di pungersi direttamente con la lancetta come si farebbe con un ago. I medici consigliano però, di utilizzare i pungidito: rendono l'operazione e operano con la maggiore precision. I pungidito più moderni permettono di personalizzare la profondità del 'buco': ragazzi, adulti e anziani hanno una pelle di spessore diverso: con una scala graduata è possibile scegliere il livello sufficiente per ottenere il campione di sangue con il minor fastidio possibile.

Una goccia e via.
Generalmente una stilla di sangue emerge immediatamente dopo la puntura. Se ciò non avviene, provate a 'spremere' dolcemente la punta del dito con una leggera pressione di due dita dell'altra mano. Se non basta, allentate la pressione, attendete due secondi e premete ancora. Ottenuta la goccia si tratta di porla sull'area reattiva della striscia. Le strisce e i misuratori più avanzati permettono di effettuare le analisi se il campione di sangue è assai ridotto (il limite attuale è 3 microlitri, una goccia di nemmeno un millimetro di diametro) e anche se la goccia è deposta sul bordo invece che al centro dell'area reattiva perché viene 'risucchiata' e automaticamente distribuita sull'area reattiva della striscia e perfino se la parte reattiva della striscia è stata erroneamente toccata con le dita.
I reflettometri di Roche Diagnostics, inoltre, permettono di appoggiare la goccia sulla striscia e poi (entro 20 secondi) inserire la striscia nello strumento.

La misurazione
Generalmente un segnale acustico avvisa quando la striscia non è stata bene inserita o se la quantità di sangue non è sufficiente per la misurazione. Altrimenti, il responso viene visualizzato sul display dopo 30/60 secondi. Gli strumenti di misurazione sono ricchi di funzionalità aggiuntive, alcune delle quali possono essere molto utili. La più importante è la possibilità di memorizzare un certo numero di glicemie (con relativa data e ora) per poi riportare i dati sul 'diario'.

Dove farlo?
La tranquillità del bagno di casa propria è sicuramente l'ambiente ideale per misurare la glicemia.
Chi ha acquisito un po' di pratica e ha a disposizione gli strumenti tecnologicamente più moderni, quelli che permettono davvero di vivere la vita come si desidera, scoprirà che un controllo della glicemia può essere fatto in una varietà di situazioni: dalla macchina al bagno di un treno o di un ristorante, su una panchina al parco o in seggiovia.

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Ultima modifica: maggio 2001

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