Modus on line
www.acfriends.itwww.dm1.itwww.le4chat.itwww.accu-chek.it


EDITORIALE

Sommario 

Vivo la vita come voglio
La formula magica per curare il paziente
Gioco di squadra fra Diabetologi e Medici di famiglia
scarica l'articolo
Il passaggio all'insulina
scarica l'articolo
Obesità infantile
scarica l'articolo
Dal reflettometro al PC
scarica l'articolo
Diabete & gravidanza
scarica l'articolo
Donne in movimento
scarica l'articolo
Autocontrollo a gonfie vele
GRATIS
Modus a casa tua


scrivi alla redazione

tutti i siti della
galassia Accu-chek


CERCA NEL SITO


Noi aderiamo
ai principi
HONcode.
verifica qui.
La formula magica per curare il paziente

Si dice spesso, parlando di salute, che non esistono una 'formula magica' o un 'colpo di bacchetta magica' capace di curare ogni singolo paziente. È vero, ma fino a un certo punto. La terapia varia, ma il 'percorso assistenziale', la definizione e la divisione dei ruoli fra le persone che si prendono cura del paziente, può, anzi deve, essere definito. Qual è il percorso ottimale per gestire una patologia come il diabete? A questa domanda non è possibile dare ancora una risposta precisa. Qualche sicurezza però l'abbiamo: questo percorso richiede l'adesione convinta del paziente stesso che è necessario l'intervento - in qualche forma - di un team specializzato, anzi polispecializzato, composto da diabetologi, dietiste, infermieri e, se necessario, psicologi. L'ultima acquisizione, non meno importante, è la centralità del Medico di Medicina Generale.
Nella maggior parte dei casi la strada migliore per garantire la salute e la qualità della vita nella persona con il diabete di tipo 2 passa attraverso una collaborazione tra Centro Specialistico e Medici di Medicina Generale che deve essere 'progettata' di comune accordo. Ma come?
Sull'argomento sono stati fatti studi e sperimentazioni che hanno tenuto presente sia gli esiti clinici sia i costi complessivi di diversi schemi. In Italia Diabetologi e Medici di Medicina Generale lavorano da anni insieme e recente è il varo di un nuovo schema: ne parla il presidente dell'Amd Marco Comaschi nell'intervista che apre questo numero.
In parte tale collaborazione riprende un esperimento effettuato a Brescia, una metodologia di miglioramento continuo (si chiama disease management e - se sono un buon profeta - sentirete sempre più spesso ripetere questo termine) che misura, coinvolgendo un campione di Medici di Medicina Generale e il Centro, il valore della cura di una determinata organizzazione assistenziale, considerando qualità della vita e qualità percepita dei servizi erogati, l'efficacia clinica e risorse impegnate.
L'esperimento fatto a Brescia - e replicato altrove in Italia - mostra come un certo tipo di collaborazione strutturata consenta di migliorare nettamente la qualità dell'assistenza e quindi le condizioni di salute della persona con il diabete. Il disease management permette di usare meglio le risorse disponibili: un tema caro agli amministratori della sanità.
Porre l'accento sull'organizzazione consente di creare un 'ponte' fra medici e pazienti da una parte e amministratori dall'altra. Forse aiuterà a far capire i poco visibili ma importantissimi vantaggi di una buona cura a tutti, anche ad alcuni medici e a molte persone con il diabete.

Umberto Valentini

Ultima modifica: ottobre 2001

Torna al sommario
Torna alla Home page

 
 
© Copyright 2012. Roche Diagnostics S.p.A. - Società unipersonale - P.IVA 10181220152