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Dal reflettometro al PC

Trasferire direttamente dal reflettometro al PC del diabetologo i dati delle glicemie consente ai Centri di seguire meglio i pazienti. Ma quanti ostacoli ci sono ancora?

Le esperienze di utilizzo combinato di PC e lettori di glicemie sono state diverse in Italia. L'obiettivo è oggi quello che gli esperti chiamano il 'data management a distanza' delle glicemie. Un sistema che permette al paziente di inviare per via telematica ogni 7 o 15 giorni al Centro di Diabetologia che lo segue i dati raccolti dal suo lettore. Queste informazioni vengono poi inserite in un file che contiene la cartella clinica del paziente e rielaborati in modo da consentire al diabetologo di esaminare in poco tempo l'andamento delle glicemie e delle altre variabili inviando al paziente eventuali consigli e annotazioni sulla terapia insulinica. "Sarebbe un salto di qualità", nota Gualtiero de Bigontina, direttore del Centro di Diabetologia dell'Ospedale di Pieve di Cadore, affascinato dalla possibilità di raccogliere in un file tutta la storia del diabete di un paziente. Nel vissuto del paziente la malattia è qualitativa, è fatta di stati d'animo, di sensazioni, problemi, opportunità. "Per un medico, direi soprattutto per un diabetologo, la malattia è invece in buona parte quantitativa. Se potessi visualizzare su un grafico l'andamento delle glicemie di un paziente, potrei far vedere come, nel corso del tempo, il suo controllo glicemico sia migliorato o peggiorato, e trovare insieme a lui le strategie di cura ideali".
Il Centro di Diabetologia dell'Ospedale di Treviso è stato uno dei primi in Italia a studiare l'impatto dell'informatica sull'autocontrollo dei pazienti. "Già dieci anni fa", ricorda Ennio Scaldaferri, direttore del centro trevisano, "rilevammo le grandi potenzialità dei reflettometri dotati di memoria".
Appena entrati in ambulatorio i pazienti scaricano i dati del reflettometro sul PC del Centro, "e ricevono subito una stampata con il grafico e la media delle loro glicemie", racconta Scaldaferri secondo il quale questa 'risposta' rappresenta un valido aiuto psicologico, formativo e clinico. Esistono sul mercato lettori della glicemia in grado di memorizzare decine e decine di valori, ciascuno completo della data e dell'ora (l'ultimo in ordine di tempo è Accu-Chek Active). Non si tratta di una caratteristica da poco. In primo luogo, sapendo che i dati memorizzati dalla 'macchinetta' saranno letti dal medico, il paziente è motivato a fare più controlli e a farli nelle ore giuste. In secondo luogo, la possibilità di registrare l'ora in cui il test è stato effettuato aiuta il diabetologo a capire il dato.
Perché questo sistema funzioni occorre coinvolgere i pazienti. "Ancora oggi molte persone si limitano a trascrivere i dati della glicemia, non cercano di capirli" nota De Bigontina.

A San Benedetto del Tronto alcune decine di pazienti sono gestiti per via telematica. "Sono situazioni che richiedono un controllo molto attento", Giacomo Vespasiani, direttore del Centro di Diabetologia dell'Ospedale di San Benedetto del Tronto, "alcuni pazienti inviano per telefono i dati e messaggi vocali. Quando sono nelle condizioni migliori per dedicarmici, guardo i dati, ascolto il messaggio vocale, analizzo la situazione e rispondo con un altro messaggio vocale. In tre minuti posso fare un intervento clinico ma anche di educazione terapeutica" sottolinea Vespasiani. "Se correggo in diretta la dieta o lo schema insulinico non solo miglioro il compenso glicemico, ma trasferisco un'informazione". Perché serva nella terapia e perché aiuti il paziente a curarsi da solo il dato glicemico deve essere recente "come il pesce, il dato in diabetologia è tanto migliore quanto più è fresco".
Così supportato, un diabetologo può concentrare nel minor tempo il massimo della sua competenza. "Con questi strumenti io sono letteralmente a casa del paziente. È una prossimità virtuale ma ancora più efficace della presenza fisica" nota Vespasiani che è vicepresidente dell'Associazione Medici Diabetologi.

Ultima modifica: ottobre 2001

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