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Obesità infantile

Quasi un quarto dei ragazzi da 11 a 13 anni è obeso. Molti 'guariscono' ma rimangono a rischio di diabete e problemi cardiovascolari. A meno che in famiglia...

I bambini e i ragazzi obesi in Italia sono centinaia di migliaia; presto si arriverà al milione e il loro numero sta crescendo rapidamente.
Il professor Chiumello, Direttore della clinica Pediatrica dell'Università di Milano e del Centro di Endocrinologia dell'infanzia e dell'Adolescenza dell'Istituto Scientifico Ospedale San Raffaele (nella foto), parla di una vera e propria 'emergenza' non solo sanitaria ma sociale. "È un problema di primo piano che richiede una strategia di prevenzione e di gestione non solo da parte dei medici e delle famiglie interessate ma della società intera".
Perché questa preoccupazione? Innanzi tutto per l'incidenza del problema. A Roma un maschio su tre e una femmina su cinque sono obesi, al nord un maschietto su otto e una femmina su dieci.
"L'incidenza dell'obesità ha un picco fra i 9 e i 12 anni" nota Laura Bosio, Pediatra endocrinologa dell'Istituto Scientifico ospedale San Raffaele; "in questa fascia di età, l'obesità colpisce probabilmente un bambino su quattro".

Le cause...
Si mangia male, ci si muove poco. "Non si tratta quasi mai di 'problemi ormonali', come molti genitori preferiscono credere" sottolinea Chiumello, "nel 90-95% dei casi l'obesità è primaria", è dovuta, cioè, in primo luogo a un'alimentazione eccessiva e a un insufficiente dispendio energetico. Naturalmente non tutti i bambini che mangiano troppo e fanno poco esercizio fisico diventano obesi. Dietro l'obesità (infantile e non) c'è sicuramente un'alterazione del metabolismo e probabilmente anche del sistema nervoso centrale. Non a caso si nota una predisposizione genetica: il figlio naturale di genitori obesi è molto spesso obeso. Al San Raffaele, così come in altri Centri di tutto il mondo, i ricercatori sono all'opera per approfondire questi aspetti. La correlazione è alta, però, anche fra genitori obesi e i loro figli adottivi "e questo conferma un dato già noto" rileva Emanuela Pagliato, Ricercatrice presso il Centro di Endocrinologia dell'Infanzia e dell'Adolescenza dell'Istituto Scientifico Ospedale San Raffaele. "I genitori non trasmettono ai figli solo il loro patrimonio genetico ma anche degli atteggiamenti rispetto al cibo e all'esercizio fisico". "In realtà non è solo la famiglia, ma tutta la società a promuovere comportamenti poco salubri", fa notare Chiumello che è stato presidente della European Society for Pediatric Endocrinology. "Certi sviluppi della tecnologia, in sé positivi, avallano stili di vita sedentari, come la televisione e, oggi, il computer e le chat line che tanto attirano i ragazzi".

...e le soluzioni
Non una 'dieta', ma... "L'obesità è una 'malattia' a tutti gli effetti, ma non di quelle che il medico può risolvere senza la collaborazione del paziente e della sua famiglia. Nella maggior parte dei casi una terapia farmacologica non è indicata e se lo è non può essere risolutiva. La soluzione passa attraverso la motivazione e il coinvolgimento di tutta la famiglia che deve imparare e fare proprie le regole di una alimentazione più sana" precisa Chiumello che è direttore della Scuola di specializzazione in Pediatria e Neonatologia.
Le 'diete' intensive e di breve periodo servono quindi a poco, anzi, possono essere addirittura pericolose. Si tratta di modificare le abitudini alimentari del soggetto obeso e della famiglia convincendo entrambi ad adottare una alimentazione sana, variata, senza un eccessivo apporto calorico, preferendo fibre e vitamine a carboidrati e proteine. Contemporaneamente bisogna incentivare l'attività fisica che nel bambino obeso ha l'obiettivo non solo di smaltire le calorie assunte e il grasso in eccesso, ma anche di favorire lo sviluppo della massa muscolare e promuovere lo sviluppo armonico dell'organismo che rischia di essere compromesso dall'obesità.
Tutto sommato l'intervento proposto a un bambino obeso non è molto diverso da quello chiesto a un adulto diabetico. "Le possibilità di successo sono però maggiori, sia perché il bambino è ancora in un'età nella quale le abitudini e gli stili di vita possono essere facilmente cambiati sia perché tra la pubertà e l'adolescenza è facile sostituire il grasso con i muscoli" ricorda Viscardi.

Quanti sono i bambini obesi in Italia? Clicca qui!

Ultima modifica: ottobre 2001

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