 |
Fabrizio: microinfusore, glucometro, PC portatile: quando diabetologia fa rima con tecnologia
Fabrizio Lepiscopìa ha poco più di trent'anni, vive a Perugia, ha una fidanzata, una laurea in Legge e un lavoro che lo porta a viaggiare molto. Ha un parlare pacato ma preciso, da chi si è abituato presto a spiegare e a farsi spiegare bene. Rassicura ma non inganna se stesso sminuendo le difficoltà, i problemi che ha da quando, a 17 anni, ha scoperto di essere diabetico.
"All'inizio non sai niente, ti trovi solo, all'improvviso, con una malattia di cui ignori quasi tutto. Molto dipende da come i medici ti raccontano le cose. Poi c'è la reazione dei genitori, che è naturalmente protettiva, anche iperprotettiva, e allora devi essere in gamba tu, capire quello che sta succedendo, senza esagerazioni. Se hai a che fare con un evento acuto, per esempio se ti rompi una gamba, allora cerchi di risolverlo in fretta in modo che tutto torni al più presto come prima. Nel mio caso invece si trattava di ricostruire una normalità".
Normalità nella diversità?
"Una diversità esiste: ma questo non vuol dire che anche la mia vita debba essere diversa da quella degli altri. Chi ha un buon controllo del proprio fisico, e soprattutto della propria filosofia, riesce a stare in equilibrio, non soltanto con la glicemia ma anche con il mondo esterno".
Usi la "pompa per insulina" e un reflettometro: la tecnologia è importante?
"Ho scelto di usare l'infusore sottocutaneo per avere un controllo ancora maggiore della glicemia. In teoria sono legato a una macchinetta, in realtà ho un'ulteriore libertà, almeno da un punto di vista psicologico. Quanto ai reflettometri, ne ho cambiati diversi in 15 anni: il primo era grande come un walkman, impiegava alcuni minuti a leggere i valori, occorreva lavarlo dopo ogni controllo e si dovevano scrivere i risultati a mano. Oggi alcuni reflettometri interagiscono con i PC e archiviano tutto nel programma di gestione che permette di avere sempre uno sguardo generale sull'andamento dei valori, e quindi di poter intervenire subito su quello che non va bene, o va meno bene. Queste cose ti rendono davvero più libero".
Fabrizio, Andrea e Giuseppe utilizzano Compass, un programma che permette loro di elaborare su PC i dati raccolti dal loro Accu-Chek Active. Cosa cambia nella loro vita?
Vuoi leggere la storia di Andrea?
Vuoi leggere la storia di Giuseppe?
Vuoi leggere il box sul prodotto?
Ultima modifica: marzo 2002
Torna al sommario
Torna alla Home page
|  |