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DIABETE E CUORE

Sommario 

Perché portiamo il diabete in piazza
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Diagnosi: più precoce possibile
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Il diabete e i suoi complici
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Occhio all'occhio
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La terapia? Abitudini più sane
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Sergio Di Pietro, Dirigenti Medici Diabetologi della U.O. di Diabetologia dell'I.N.R.C.A.
Il diabete e i suoi complici

Insieme ai suoi 'complici': ipertensione, trigliceridi, colesterolo e colesterolo 'alti' e obesità, il diabete è un fortissimo fattore di rischio cardiovascolare. Senza contare le complicanze a danno di occhi, reni e...

I colpevoli? Li conosciamo benissimo: immaginiamoli allineati con le spalle al muro con tanto di cartellino per la foto segnaletica. Sono patologie o condizioni estremamente frequenti soprattutto (ma non solo) nella popolazione adulta.
Come dei killer professionisti sanno come non farsi notare: nessuno dà sintomi palesi. Di rado 'lavorano' da soli. "È paradossale: li conosciamo bene, identificarli è facilissimo, impiegano anni per determinare i loro effetti eppure... ogni giorno consegnano all'unità coronarica, alla carrozzina degli invalidi o... peggio migliaia di persone".


Giuseppe Pipicelli,
direttore del Centro di Diabetologia e Dietologia Territoriale di Catanzaro

Rischi moltiplicati se la pressione o i trigliceridi sono alti
Fuor di metafora: l'iperglicemia (diabete) l'ipertensione arteriosa (cosiddetta 'pressione alta') la dislipidemia (eccesso di colesterolo totale o squilibrio fra HDL e LDL), l'ipertrigliceridemia (troppi trigliceridi) e il sovrappeso (che va dalla 'pancetta' fino all'obesità), congiurano nel determinare - principalmente attraverso l'ostruzione delle arterie - ischemie, infarti, ictus.
Attacco al cuore. "Ciascuna di queste patologie - oltre a creare dei danni 'specifici' - aumenta notevolmente il rischio cardiovascolare, soprattutto facilitando il processo di ostruzione delle arterie", spiega Sergio Di Pietro, Dirigente Medico nell'Unità Operativa di Diabetologia e Malattie metaboliche dell'I.R.C.C.S. Inrca di Roma. "Chi ha il diabete, anzi per meglio dire chi ha una iperglicemia postprandiale, rischia infarti o ictus in misura da due a quattro volte superiore alla popolazione. Si tratta di infarti e ictus più gravi e più spesso fatali di quanto accada in media", aggiunge Giuseppe Pipicelli, direttore del Centro di Diabetologia e Dietologia Territoriale dell'Asl 7 a Catanzaro. "Se al diabete aggiungiamo anche solo uno degli altri 'killer': ipertensione, obesità, trigliceridi e colesterolo, per non parlare del fumo il rischio diventa 8 - 12 volte superiore".

Diabete? È tempo di mangiare meno e meglio
Non appena arriva la diagnosi anche solo di 'pre-diabete' (IGT) bisogna subito correre ai ripari.
Pipicelli, che insieme a Di Pietro fa parte del Comitato di Diabete Italia, è molto chiaro: "La diagnosi per quanto anticipata arriva sempre in ritardo. Il rischio esiste già e va contrastato riportando subito e per sempre la glicemia ai valori normali". Per fortuna la 'terapia' prevista per raggiungere questo obiettivo (vedere l'articolo seguente) serve anche a ridurre l'ipertensione e l'eccesso di trigliceridi, a migliorare la colesterolemia e a ridurre il sovrappeso. "Insomma per quel che riguarda il rischio cardiovascolare il paziente cui viene diagnosticato il diabete o una condizione 'preliminare' riceve una notizia buona e una cattiva: quella cattiva è che la situazione è seria. Quella buona è che con una sola 'manovra' può abbattere in un colpo solo tutti i fattori di rischio. Ma deve agire presto, con costanza e con serietà".

Complicanze 'microvascolari'
Oltre a collaborare in una vera 'associazione a delinquere' ai danni del cuore, ciascuno dei 'killer' provoca dei danni 'specifici'. Nel caso del diabete questi si chiamano complicanze 'microvascolari'. Sul lungo termine (molti e molti anni) l'iperglicemia danneggia i capillari, i micro-vasi attraverso i quali il sangue irrora determinati tessuti: la retina (retinopatia diabetica, vedere box), i reni (nefropatia diabetica), i nervi (neuropatia diabetica) e la parte del corpo più lontana dal cuore, i piedi (piede diabetico).
"Oggi sappiamo molto su queste patologie definite complicanze 'specifiche' o microvascolari", afferma Di Pietro, "siamo in grado di rilevarle con grande anticipo e disponiamo di farmaci e metodologie specifiche che possono ridurne l'evoluzione o 'tamponare' certi effetti". La battaglia però è tutt'altro che vinta. "Si vive più a lungo di una volta", ricorda Pipicelli, "questo significa che il diabete 'dura di più' e il problema delle complicanze microvascolari rischia di aumentare nei prossimi decenni".

Nefropatia: uomo avvisato, rene salvato'
Un semplice test delle urine permette di rilevare la microalbuminuria che 'annuncia' con decenni di anticipo la possibile comparsa di un danno ai reni. Un buon autocontrollo della glicemia (insieme alla normalizzazione della pressione arteriosa) è spesso sufficiente a invertire o a fermare l'evoluzione della malattia che altrimenti distrugge i 'filtri' presenti nei reni e costringe alla dialisi o al trapianto. In aggiunta si consigliano diete povere di proteine e terapie con Ace-inibitori e sartani.

Neuropatia: il corpo si addormenta
Nella forma periferica comporta sintomi di tipo diverso: senso di debolezza muscolare, formicolio, dolore (anche intenso) difficoltà di deambulazione.
Nella forma autonomica si esprime in generale attraverso una minore velocità dell'individuo nel rispondere agli stimoli esterni e in particolare con problemi di digestione. Alla neuropatia può essere fatta risalire una conseguenza non infrequente del diabete non controllato: la minore sensibilità delle zone erogene (genitali) e nell'uomo il deficit di erezione.

Neuropatia: il corpo si addormenta
Nella forma periferica comporta sintomi di tipo diverso: senso di debolezza muscolare, formicolio, dolore (anche intenso) difficoltà di deambulazione.
Nella forma autonomica si esprime in generale attraverso una minore velocità dell'individuo nel rispondere agli stimoli esterni e in particolare con problemi di digestione. Alla neuropatia può essere fatta risalire una conseguenza non infrequente del diabete non controllato: la minore sensibilità delle zone erogene (genitali) e nell'uomo il deficit di erezione.

Piede diabetico: con i piedi, quindi con cura
È l'effetto 'incrociato' della neuropatia periferica (che toglie o altera la sensibilità del piede) e della progressiva ostruzione dei capillari. Una callosità, una vescica, un taglio non avvertiti e non medicati prontamente degenerano in infezioni (difficilmente controllate dall'organismo) che evolvono nella necrosi dei tessuti.

Vuoi leggere l'articolo dedicato a un'altra importante complicanza: la retinopatia diabetica?

Ultima modifica: maggio 2003

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