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EDITORIALE

Sommario 

Perché portiamo il diabete in piazza
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Diagnosi: più precoce possibile
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Il diabete e i suoi complici
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Occhio all'occhio
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La terapia? Abitudini più sane
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Giuseppe Minola, Amministratore Delegato
di Roche Diagnostics, Direttore di Modus

Perché dobbiamo parlarne in piazza

Da tempo in tutto il mondo Roche Diagnostics appoggia le iniziative che Società scientifiche e Associazioni di pazienti svolgono in occasione della Giornata Mondiale del Diabete. A maggior ragione in Italia, spiega Giuseppe Minola.

Con entusiasmo Roche Diagnostics ha accolto l'iniziativa di Diabete Italia: celebrare anche nel nostro Paese la Giornata Mondiale del Diabete con manifestazioni ed eventi coordinati a livello centrale e locale. Questa edizione speciale di Modus è uno dei molti modi attraverso i quali ha preso forma il nostro pieno appoggio.

Per aiutare chi sa di avere il diabete...
Iniziative di questo tipo si tengono ormai da tempo in molti Paesi del Mondo e questo è il momento di seguirne l'esempio. Secondo le due Società scientifiche della diabetologia italiana è giunto il momento di 'uscire' dagli Ospedali, dai Centri di Diabetologia e dagli Atenei; dare una dimensione pubblica alla questione-diabete è un modo per completare, per proseguire il loro lavoro di medici e ricercatori. Siamo pienamente concordi: 'portare il diabete in piazza', parlarne sia con i cittadini sia con i decisori della cosa pubblica è opportuno e aiuta in maniera molto concreta chi ha il diabete e si cura, chi non segue le prescrizioni mediche e chi non sa nemmeno di avere il diabete.

...chi ha il diabete e non lo sa
La diagnostica ci permette di individuare con sicurezza i primi segnali di quella sindrome che comunemente porta al diabete; con larghissimo anticipo siamo oggi in grado di diagnosticare e prevedere l'insorgere delle cosiddette complicanze. Anche nel diabete vale la 'legge della prevenzione': prima si diagnostica e si interviene, meglio è.
Sensibilizzare la popolazione generale sull'importanza di effettuare un controllo della glicemia può aiutare quindi quelle persone (e sono almeno un milione) che hanno il diabete senza saperlo.
Parlando 'in piazza' di diabete si aiuta a creare l'immagine giusta di questa patologia che non va né esasperata (penso ai problemi che persone in perfetto autocontrollo trovano sul lavoro o nel rinnovo della patente) né presa sotto gamba, ignorando le prescrizioni dei medici. Occorre creare nell'opinione pubblica un contesto sensibile, in grado di cogliere questa dimensione nuova della salute che sta tra l'idea classica della malattia e il mito della perfetta efficienza fisica. E le iniziative di Diabete Italia vanno in questa direzione.

... e le istituzioni
Fin qui per quanto riguarda la 'domanda' di salute. Un accenno ora all'offerta. Portando il diabete in piazza, Diabete Italia fa sentire meno sole quasi due milioni di persone che vorrebbero più attenzione da parte del Sistema sanitario, che si sentono insomma 'malati di serie B'.
Diabete Italia ha deciso di aiutarli intervenendo con un'opera di sensibilizzazione anche presso i decisori politici, sia a livello nazionale, sia a livello locale. Non vogliono corsie preferenziali, ma la giusta attenzione al loro problema.
Quello del 14 novembre 2002, ci informa il coordinatore dell'iniziativa professor Bosi, è solo il primo passo di una strada. Contiamo di percorrerla insieme.

Giuseppe Minola

Ultima modifica: ottobre 2002

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