
Massimo Porta,responsabile del Centro retinopatia diabetica dell'Ospedale Le Molinette di Torino.
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Occhio all'occhio
La retinopatia è la più frequente fra le complicanze del diabete. Ma è anche la più facile da controllare: purché la sua prevenzione attraverso lo screening inizi per tempo.
La retinopatia è la più frequente fra le complicanze del diabete. Ma è anche la più facile da controllare: purché la sua prevenzione attraverso lo screening inizi per tempo. Anche per questo, a livello mondiale, la Giornata del Diabete 2002 è dedicata soprattutto alla retinopatia diabetica.
"Nei paesi avanzati la retinopatia diabetica è la prima causa di cecità legale in età lavorativa", afferma Massimo Porta, docente di Medicina interna all'Università di Torino, responsabile del Centro retinopatia diabetica dell'Ospedale Le Molinette di Torino.
La retinopatia inizia nella forma 'non proliferante'. Se si riesce a intervenire sulla malattia quando, in fase avanzata, sta divenendo o minaccia di diventare proliferante è possibile arrestarne la progressione con la fotocoagulazione laser.
"In ogni caso è essenziale un controllo periodico e attento del fondo dell'occhio", continua Porta, che è fra i promotori di Diabete Italia. In un soggetto diabetico il fondo oculare dovrebbe essere esaminato alla diagnosi e ogni due anni, più spesso se il diabete è mal compensato.
"Studi condotti su una popolazione diabetica indifferenziata suggeriscono che sottoporsi ogni anno a una retinografia possa ridurre fino al 90% i casi di cecità o di riduzioni gravi del visus. Bisogna farsi vedere per... non perdere la vista".
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Ultima modifica: ottobre 2002
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