 |

 |
Leggi l'intervista della settimana |
 |

|
 |
 |
|
|
 |
Avrò il diabete, lo dice mio figlio
Le iperglicemie durante la gravidanza vanno diagnosticate, anche perché preannunciano un diabete vero e proprio che si svilupperà sicuramente se non si prendono provvedimenti.
 |
|
 |
FABIO PIERGIOVANNI, Responsabile dell’Unità di Alta specializzazione Rischio Diabetico in Gravidanza presso l’Unità Operativa Dipartimentale di Diabetologia del San Giovanni-Addolorata-Calvary Hospital di Roma. |
“Ah, se lo avessi saputo prima!”, capita spesso di esclamare. “Purtroppo la medicina può dirci quanto tempo durerà una malattia, ma non riesce quasi mai a prevedere per quanto tempo resteremo sani”, sorride Fabio Piergiovanni, 53enne medico romano. ‘Quasi’ perchè, a dire il vero, in alcuni casi è possibile fare una ‘prognosi di salute’. Uno di questi casi è il cosiddetto "diabete gestazionale" . Di cosa si tratta? “Tra il secondo e il terzo trimestre di gravidanza, un certo numero di donne, diciamo una su 6, perde la capacità di ‘smaltire’ gli zuccheri assunti con l’alimentazione. Dopo i pasti si trova spesso o sempre in iperglicemia”, spiega Fabio Piergiovanni, responsabile dell’Unità di Alta specializzazione Rischio diabetico in gravidanza presso l'Azienda Ospedaliera San Giovanni-Addolorata-Calvary Hospital di Roma. Il termine oggi adottato per questa condizione è ‘diabete gestazionale’; “ma forse era più efficace chiamarlo ‘pre-diabete’ come facevamo 20 anni fa”, commenta Piergiovanni. Si tratta infatti di un ‘preannuncio’ del diabete vero e proprio. “Pensiamo a una balena’”, propone il medico romano, che in decenni di esperienza a contatto con madri in attesa, ha sviluppato una rara capacità di esprimersi con metafore simpatiche ed efficaci. “Il diabete è come una balena che vive la gran parte del tempo invisibile nelle profondità marine. Ogni tanto emerge e la possiamo vedere. Il diabete in gravidanza rende evidente che nell’organismo si sta sviluppando quello che domani sarà un diabete vero e proprio".
No, no! La gravidanza rappresenta un ‘test da sforzo’ metabolico, una condizione di stress durante la quale si palesa un diabete di tipo due che sarebbe comunque emerso più avanti negli anni. Al diabete gestazionale fa sempre seguito il diabete vero e proprio? Praticamente si. Anche se il diabete gestazionale cessa poche ore dopo il parto, In mancanza di interventi, il 90% delle donne con diabete gestazionale sviluppa un diabete vero e proprio nell’arco di venti anni dalla gravidanza, il 20% entro due o tre anni. Come si diagnostica il diabete in gravidanza? Basta una classica glicemia a digiuno? No. Il diabete gestazionale non è un diabete vero e proprio, la glicemia a digiuno per esempio è normale. Il disturbo si rileva solo dopo il pasto perchè l’insulina prodotta è insufficiente o incapace di metabolizzare il glucosio assunto, Per verificarlo ‘fingiamo’ un pasto facendo assumere al paziente cento grammi di glucosio sciolti in acqua e misurando la glicemia prima, dopo un'ora, due ore e tre ore dall’assunzione, Bisogna stare tre ore in ambulatorio? Purtroppo si, qualcuno utilizza anche una versione ‘abbreviata’ del test con una sola misurazione dopo un ora, ma il rischio di avere dati inaffidabili è notevole. E comunque in caso di positività del cosiddetto minitest, occorre eseguire un test completo per confermare la diagnosi di diabete gestazionale. Chi deve fare il test per il diabete in gravidanza? Tutte le donne sopra i 30 anni. Tra quelle piu giovani tutte quelle in sovrappeso, o con genitori o fratelli diabetici. Sono fattori di rischio anche le dislipidemie, la pressione o il colesterolo alti. Anche chi ha già avuto una gravidanza e non ha avuto diabete gestazionale? Anche loro e soprtatutto le donne che in una prima gravidanza hanno avuto figli di peso superiore alla norma. Perchè? Perchè molti di quei bei neonati di 4 chili e oltre che tanto inorgoglivano i nostri genitori, sono in realtà frutto di gravidanze caratterizzate da un diabete gestazionale non diagnosticato. Il neonato pesa più della norma e soprattutto ha una circonferenza addominale superiore alla norma perchè ha passato gli ultimi mesi della sua vita intrauterina ‘immerso nello zucchero’. E questo gli ha fatto male? Ci sono ipotesi in questo senso. Sicuramente una gravidanza con diabete comporta dei rischi in più. Quali sono questi rischi? Alcuni sono evidenti, una circonferenza addominale rilevante presenta problemi e rischi maggiori nel momento in cui il feto deve passare attraverso il ‘canale del parto’. Poi vi è una maggiore possibilità che si verifichi la distocia di spalla, ad esempio, cioè la lussazione della spalla durante il parto. Vi è inoltre il pericolo di un polidramnios, cioè di un abnorme aumento del liquido amniotico nel quale il feto è immerso. Infine dopo il parto esiste il rischio che, uscito da una placenta iper zuccherata il neonato sviluppi nelle prime 48 ore di vita una vera e propria crisi ipoglicemica. Meglio quindi il cesareo... Assolutamente no! Non vi è alcuna ragione per non effettuare il parto per via naturale. Tuttalpiù si consiglia di partorire presso Ospedali ben organizzati e dotati di una Neonatologia ben attrezzata. In cosa consiste la terapia per il diabete gestazionale? La donna dovrà controllare la sua alimentazione: preferirà gli zuccheri complessi a quelli semplici, cercherà di mantenere nella norma il suo introito calorico. Naturalmente questa dieta deve essere ‘ricettata’, cioè prescritta da un medico esperto di questo tipo di problemi. In gravidanza non si deve ‘mangiare per due’. come si diceva una volta No, una normale alimentazione equilibrata di 1800-2200 calorie è perfettamente adeguata. Allo stesso modo dovrà controllare la glicemia Quante volte? Noi consigliamo uno schema a scacchiera: lunedi prima e un ora dopo colazione, martedì prima e un ora dopo pranzo, mercoledì prima e un ora dopo cena. Giovedi prima e due ore dopo colazione e cosi via. Domenica si riposa. In questo modo pur facendo solo due glicemie al giorno, riusciamo ad avere una idea precisa della risposta insulinica ai pasti. Quasi sempre la paziente che segue una alimentazione corretta vede scomparire le iperglicemie postprandiali. Altrimenti? Altrimento dobbiamo aiutarci con qualche unità di insulina. Mamma mia! le iniezioni! Durante la gravidanza per qualche mese l’insulina che produco non basta per me e per il bambino. Ne prendo in prestito un po’. Che c’è di strano? Nel frattempo farò una ecografia ogni mese ponendo particolare attenzione a misurare la circonferenza addominale. Se la glicemia è a posto, il feto cresce secondo i parametri normali. Dopo il parto il diabete gestazionale scompare. Si, la ‘balena’ torna sott’acqua e non la vediamo più per un po’. Ma si è solo inabissata e noi sappiamo che c’è. Abbiamo quindi la possibilità di prevenire il diabete, batterlo sul tempo. Come? Semplicissimo: dimagrendo. Il diabete non è provocato, come molti credono, dai dolci: il diabete di tipo due è scatenato dal sovrappeso e se si interviene in tempo scompare con lui. La madre avrà quindi una alimentazione equilibrata e cercherà di fare esercizio fisico continuativo; inoltre farà un test da carico di glucosio almeno ogni anno. Queste raccomandazioni sono seguite? Purtroppo solo di rado. Non siamo ancora abituati a giocare di anticipo con le malattie ed è un peccato, Per una volta che potevamo ‘saperlo prima!’
|  |
|