Modus on line
www.acfriends.itwww.dm1.itwww.le4chat.itwww.accu-chek.it


LE INTERVISTE

Leggi l'intervista
della settimana 

Valentina Maria Cambuli
Variabilità glicemica
Leggi le altre
52 interviste
GRATIS
Modus a casa tua


scrivi alla redazione

tutti i siti della
galassia Accu-chek


CERCA NEL SITO


Noi aderiamo
ai principi
HONcode.
verifica qui.
Doppia dieta

Cosa succede quando, oltre al diabete, il paziente ha altre patologie come la tiroidite o la celiachia? In che misura la terapia farmacologica e alimentare diventa più complessa?

 
PATRIZIA PICCOLO, Laureata e specializzata in Endocrinologia a Pisa, opera quale specialista ambulatoriale nella Azienda Sanitaria 4 nella provincia di Cosenza.

L’associazione fra diabete di tipo 1, tiroidite cronica autoimmunitaria e celiachia è nota. Si tratta per certi versi di tre patologie ‘sorelle’ o perlomeno cugine fra di loro, nel quadro di una sindrome autoimmunitaria polighiandolare. “Nel caso del diabete di tipo 2, invece, non possiamo parlare di un collegamento causale. In altre parole chi ha il diabete di tipo 2 non ha più probabilità di un altro di sviluppare una tireopatia o di essere celiaco", spiega Patrizia Piccolo, specializzata in Endocrinologia a Pisa, che svolge attività in vari ambulatori di Diabetologia della Azienda Sanitaria 4 nella provincia di Cosenza; “tuttavia, trattandosi di tre condizioni relativamente frequenti non è raro trovarle associate nello stesso paziente”.
In quel caso la terapia è più difficile?
Dipende. Prendiamo il caso della celiachia. La ‘cura’ per la malattia consiste solamente nell'astenersi dall’assumere qualsiasi alimento che contenga, anche solo in tracce, glutine. Concettualmente è molto facile. Dal punto di vista pratico non lo è affatto. Se il paziente celiaco è anche diabetico deve iniziare un percorso educativo con l'aiuto dello specialista e del dietista per mantenere un comportamento alimentare adeguato: non ridurre in maniera significativa la quota dei carboidrati e non esagerare con grassi e proteine, nel corso della dieta giornaliera.
E per la tiroidite?
Per quanto riguarda la tiroidite cronica caratterizzata da gozzo, con o senza segni di ipotiroidismo, il trattamento è più semplice: si somministra ormone tiroideo nella giusta dose sostitutiva al fine di ridurre il volume del gozzo e prevenire o correggere l'eventuale ipotiroidismo.
La tiroidite da sola ha influenza sulla glicemia?
Talvolta il riscontro di un quadro metabolico con alterata glicemia e ipercolesterolemia può indirizzarci verso una diagnosi di diabete e rendere meno immediata la diagnosi di tiroidite. I sintomi dell'ipotiroidismo sono dovuti alla carenza degli ormoni tiroidei e al conseguente rallentamento dei processi metabolici dell'organismo. Dal punto di vista metabolico si manifesta con aumento del colesterolo e una intolleranza glicidica, ma capita spesso che aggravi una situazione pre-esistente di diabete, per cui si può avere un ritardato ritorno ai valori basali della glicemia e del colesterolo se il trattamento ormonale non viene eseguito in modo adeguato e tempestivo. Inoltre nell'ipotiroidismo si ha un accumulo nei tessuti di sostanze dotate di notevole idrofilia, che determina un aumento del peso corporeo; talvolta si ha un quadro di vera e propria obesità che spinge il paziente a rivolgersi all'endocrinologo perché non riesce a dimagrire pur avendo tagliato le calorie dalla propria dieta: anche in questo caso la terapia ormonale sostitutiva è in grado di correggere il disordine metabolico.
Ma serve anche l’esercizio fisico...
Certo! Ricordiamo che la maggior parte dei diabetici sono anche obesi: a queste persone una sana attività fisica dovrebbe essere prescritta come fosse una medicina. Nella pratica giornaliera i miei pazienti con problemi di tiroide e di sovrappeso accettano senza discutere una terapia sostitutiva a vita con ormone tiroideo, ma sono 'sordi' alla raccomandazione di fare esercizio fisico.

 
 
© Copyright 2010. Roche Diagnostics S.p.A. - Società unipersonale - P.IVA 10181220152